da AVAAZ

 

Gli oceani stanno morendo, ma tra pochi giorni si vota un piano incredibile che potrebbe proteggerne il 30%. Molti paesi sono ancora in dubbio e possiamo essere decisivi. Inondiamo il vertice con un milione di firme:

firma ora
Cari avaaziani,

Gli oceani sono al collasso, con continui report dal Pacifico sull’aumento di intere zone morte. I governi, preoccupati, solo l’anno scorso hanno più che raddoppiato le aree protette, ma non sta bastando.

Questa settimana però può segnare la svolta tra il collasso e la salvezza. Gli scienziati dicono che bisogna proteggere il 30% degli oceani, affinchè siano abbastanza forti da rigenerare il resto. E questa esatta proposta sarà votata nei prossimi giorni al Congresso Mondiale sulla Conservazione!

Purtroppo ci sono paesi come il Giappone con una forte lobby della pesca che si oppongono, per questo serve una grande mobilitazione popolare per spostare gli equilibri. Siamo a un punto di svolta per gli oceani, firma ora e inondiamo il vertice con 1 milione di firme da tutto il mondo:

Clicca per salvare gli oceani

Gli oceani producono metà dell’ossigeno che respiriamo. Stiamo uccidendo la sorgente della vita sulla Terra con la pesca eccessiva, l’inquinamento e il cambiamento climatico. Se non agiamo ora, potremmo davvero causare la più grande estinzione di massa degli ultimi 55 milioni di anni.

180 governi stanno per votare la decisione di proteggere il 30% degli oceani entro il 2030. E anche se questo voto non sarà legalmente vincolante, è il primo passo indispensabile per arrivare ad un accordo che lo sia.

Grazie a tante campagne internazionali e di massa stiamo vedendo la creazione di sempre più aree marine protette: sappiamo che le nostre voci contano. Facciamoci sentire ora prima di spingere gli oceani oltre il limite:

Clicca per salvare gli oceani

L’Oceano ricopre il 71% del Pianeta, ospita migliaia di specie ancora sconosciute, e sostiene ogni forma di vita sulla Terra. È un mistero meraviglioso e affascinante, ed è anche così potente da essere in grado di curarsi da solo dalle ferite che gli abbiamo inflitto, se solo gli daremo un attimo di respiro e la possibilità di farlo. Questo è il dono che la nostra comunità può fargli, se agiamo ora, uniti.

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