31 luglio 2011

da: http://www.blogville.it/ministeri-a-monza-e-polemica-bossi-non-si-toccano.html

Ministeri a Monza, è polemica. Bossi: non si toccano

Continua a creare malumori anche all’interno della stessa maggioranza, la decisione leghista di spostare alcuni ministeri a Monza, nella Villa Reale. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha fatto pervenire i propri dubbi.

 

 

A livello politico, sembrano decisamente l’argomento più attuale.

Le sedi decentrate di alcuni ministeri, stanno letteralmente creando lo scompiglio a livello istituzionale.

Il leader della Lega Nord Umberto Bossi, in una indiretta risposta al capo dello Stato Napolitano che aveva espresso ieri i propri dubbi al riguardo, ho ribadito l’intoccabilità delle sedi decentrate dei ministeri inaugurate in quel di Monza lo scorso fine settimana.

 

In particolare, il presidente della Repubblica aveva esposto e sollevato questioni dubbiose sulla presunta costituzionalità del provvedimento, «non avente connotati di particolare rilievo istituzionale».

Secondo la missiva del Colle indirizzata a Berlusconi, e della quale l’Ansa ha oggi reso noti i contenuti,

 

«confliggerebbe con l’articolo 114 della Costituzione che dichiara Roma Capitale della Repubblica, nonché con quanto dispongono le leggi ordinarie attuative».

 

Si tocca poi il tema delle risorse pubbliche, che secondo alcuni andrebbero impiegate proprio nello spostamento dei ministeri: «L’apertura di sedi di mera rappresentanza – prosegue Napolitano – costituisce scelta organizzativa da valutarsi in una logica costi-benefici che, in ogni caso, dovrebbe improntarsi, nell’attuale situazione economico-finanziaria, al più rigido contenimento delle spese e alla massima efficienza funzionale».

 

E se l’opposizione non ha certamente fatto mancare la propria disapprovazione, anche all’interno della maggioranza PDL rimangono tangibili alcuni malumori, essendo quella del decentramento ministeriale una scelta non così condivisa come si era vociferato in un primo momento.

Su tutti, ma era facile immaginarlo, il sindaco di Roma Gianni Alemanno, che sembra non aver gradito questa manovra, leggendovi forse tra le righe una sfiducia all’istituzionalità romana.

 

30 luglio 2011

Stamattina è venuto Paolo ho fatto telefonare a Tonino ma non veniva, dopo sono andato al continente ed al bar ho letto il giornale: Tremonti dice che il pagamento dell’affitto della casa, è tutto regolare, non mi sembra!

Non credo che il fatto che pagasse l’affitto senza contratto si possa considerare privato!

da AVAAZ

 

Il figlio sedicenne di Muntaha è stato prelevato dalle forze di sicurezza siriane 2 mesi fa: uno dei 3000 “dispersi” siriani. L’India, il Brasile e il Sud Africa hanno forti legami con la Siria e potrebbero fare pressione perché una delegazione internazionale in difesa dei diritti umani cerchi i dispersi, ma non agiranno senza una pressione globale. Aiutiamo a ritrovare il figlio di Muntaha:

Il figlio sedicenne di Muntaha è stato prelevato durante una manifestazione pacifica dalle forze di sicurezza siriane. Muntaha ha trascorso le ultime otto settimane alla ricerca di suo figlio, sfidando gli avvertimenti del regime siriano che anche l’altro suo figlio sarebbe “scomparso” se lei avesse continuato con la sua ricerca. La nostra azione urgente può aiutare suo figlio e le migliaia di scomparsi siriani.

Dal mese di marzo quasi 3000 persone sono state prelevate dalle forze di sicurezza del regime e scomparse in prigioni sconosciute. La comunità internazionale si è fatta sentire, ma ha fatto troppo poco per fermare questo attacco. L’India, il Brasile e il Sud Africa hanno legami stretti con la Siria e potrebbero fare pressione perché una delegazione internazionale in difesa dei diritti umani ritrovi i dispersi e riunisca le famiglie oggi spezzate.

La nostra enorme comunità globale può costringere i leader chiave ad agire ora, facendo pressione sulla Siria perché permetta a una delegazione internazionale di cercare le migliaia di dispersi. Firma la petizione: sarà consegnata attraverso i media più importanti al mondo, fra cui il Times of India, il Guardian, CNN e Der Spiegel:

http://www.avaaz.org/it/syrias_disappeared/?vl

L’India, il Brasile e il Sud Africa si sono opposti alla risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, che avrebbe dato vita a una forte azione internazionale contro la Siria. Tuttavia, questi paesi sono impegnati nella difesa della democrazia e della pace e hanno chiesto la fine della brutalità del regime di Assad. Possiamo rivolgerci a loro per chiedere che utilizzino il forte legame che hanno con la Siria per proteggere gli attivisti pro-democrazia. Una delegazione internazionale in difesa dei diritti umani potrebbe riunire le famiglie siriane e mettere fine all’incubo delle sparizioni.

I media internazionali si sono già mobilitati in risposta al nostro appello. Oggi i principali giornali stanno lanciando strumenti web interattivi per raccontare le storie delle persone scomparse, come quella del figlio di Muntaha, spiegare la crisi politica in Siria e pubblicare la nostra petizione per agire ora. Questi giornali non solo sono distribuiti in tutto il mondo, ma soprattutto sono letti dagli opinion maker, dai leader mondiali e dai decisori pubblici. La nostra campagna fa sì che tutto questo sia possibile!

Quando le proteste pro-democrazia si sono diffuse in tutto il mondo arabo, Avaaz ha agito immediatamente e grazie a migliaia di donazioni da tutto il mondo ha rotto il blackout dei media in Medio Oriente, sostenendo così i manifestanti dalla Siria allo Yemen. Da quel momento la nostra rete di citizen journalist ha generato quasi il 20% di tutto il materiale tv sulla Siria e il nostro lavoro in sostegno dei movimenti pro-democrazia ha aiutato a costruire la vera alternativa ai dittatori che si rifiutano di lasciare. Ma i regimi brutali rimangono legati al potere con le unghie e con i denti e i coraggiosi attivisti hanno bisogno di noi. Firma la petizione per trovare gli scomparsi in Siria e inoltrala a tutti:

http://www.avaaz.org/it/syrias_disappeared/?vl

L’Egitto e la Tunisia hanno dimostrato che il potere dal basso può avere la meglio contro l’oppressione. La nostra comunità globale ha sostenuto le rivoluzioni democratiche, aiutato a trasmettere e diffondere le storie dei coraggiosi attivisti e della violenza perpetrata contro di loro, e ha costretto i nostri governi a muoversi. Se ora agiremo insieme potremo aiutare a trovare le migliaia di siriani scomparsi e a vedere finalmente l’alba di una nazione pacifica e democratica in Siria.

Con speranza e determinazione,

Stephanie, Sam, Wissam, Maria Paz, Rewan, Benjamin, Pascal e il resto del team di Avaaz

29 luglio 2011

Oggi è venuta Isabella (era più carina del solito!) ho fatto la doccia poi sono andato al Continente ed al bar ho letto il giornale: il governo vuole allungare i processi (credo che sia un escamotage di Berlusconi, infatti, con il processo breve è stato posto un limite, allungandoli si andrà oltre il limite, quindi, saranno annullati!

28 luglio 2011

Oggi è venuto Paolo sono andato a fare ginnastica, poi sono andato al centro Cesure ed al bar ho letto il giornale: sarà un caso ma a Roma da quando ci sta Alemanno, ci sono stati molti omicidi, d’altronde uno che dice, all’indomani di uno stupro, la vittima se l’è cercata!

da AVAAZ

 

Il Presidente dell’Agcom ha criticato la nostra mobilitazione storica per la libertà di internet, dicendo che sono solo “cinguettii e grida” in difesa del “Far Web”. Inondiamo le pagine Facebook e Twitter dell’Agcom di messaggi contro il bavaglio a internet in vista del suo ultimo appuntamento in Parlamento e dimostriamo così al Presidente la forza della mobilitazione dei cittadini!

Invia un messaggio

Queste potrebbero essere le ultime 24 ore per alzare le nostre voci contro il bavaglio a internet. Il Presidente dell’Agcom sta sentendo tutto il peso della nostra mobilitazione, e sta provando a screditarci insultandoci e prendendoci in giro: ora sta a noi dimostrare che la difesa di internet è più forte della sua arroganza!

Oltre 60.000 di noi hanno inviato messaggi ai parlamentari la settimana scorsa per chiedere di far sentire le nostre voci forti e chiare contro il bavaglio a internet. E ha funzionato! Alcuni parlamentari chiave hanno criticato la delibera e citato la nostra mobilitazione come prova dell’opposizione crescente dell’opinione pubblica. Ma senza alcun rispetto il Presidente dell’Agcom ha risposto che i nostri erano “cinguettii e grida” in difesa del “Far Web”! Non ci resta che azzerare il suo tentativo di screditarci con un’ondata di azioni on-line proprio prima del suo ultimo appuntamento in Parlamento.

Inondiamo le pagine Facebook e Twitter dell’Agcom di messaggi contro il bavaglio a internet e dimostriamo così al Presidente la forza della mobilitazione dei cittadini. I nostri messaggi saranno poi raccolti e consegnati a mano al Presidente dell’Autorità domani in Parlamento. Ci rimangono solo 24 ore: clicca sotto per scrivere il tuo messaggio e fai il passaparola con tutti!

http://www.avaaz.org/it/it_internet_bavaglio_3rd_action/?vl

Negli anni Berlusconi ha cercato più volte di controllare l’informazione su internet, ma finora i suoi tentativi sono sempre falliti. Ora il governo sta provando a espandere i suoi tentacoli attraverso una nuova regolamentazione che permetterebbe all’Autorità per le Comunicazioni di rimuovere contenuti sospetti di violazione del copyright dai siti internet senza alcun controllo giudiziario. Ma noi stiamo difendendo la libertà di internet con tutte le nostre forze e stiamo vincendo!

Da subito abbiamo combattuto questa delibera, e abbiamo inviato quasi 230.000 messaggi ai membri dell’Autorità per chiedere di respingerla. Insieme ai nostri alleati abbiamo organizzato una mobilitazione storica su internet, culminata ne “La notte della rete”. Centinaia di persone a Roma e 90.000 persone on-line hanno seguito l’evento in cui si sono susseguiti premi Nobel come Dario Fo, politici come Antonio Di Pietro, Emma Bonino e Fabio Granata, giornalisti, esperti e artisti, tutti contro il bavaglio a internet. Il giorno dopo l’Autorità ha rinunciato ad adottare la regolamentazione, sperando di far passare l’ondata d’indignazione e adottarla così in seguito.

Ma la battaglia non è finita. Il Presidente dell’Autorità è stato sentito in Parlamento la scorsa settimana, e dopo i nostri 60.000 messaggi alcuni parlamentari chiave hanno citato la nostra mobilitazione per dimostrare che l’opinione pubblica è contraria al bavaglio a internet. Ora il Presidente è stato chiamato per l’ultima volta in Parlamento, e noi non possiamo perdere l’occasione di rispondere alle sue offese: inondiamo le pagine Facebook e Twitter dell’Agcom di messaggi per difendere la libertà di internet e per chiedere di ritirare il bavaglio. Clicca sotto per mandare il messaggio e fai il passaparola con tutti: vinciamo anche questa tappa cruciale per la libertà della rete!

http://www.avaaz.org/it/it_internet_bavaglio_3rd_action/?vl

Erano in molti a dirci che non avevamo speranze e che l’Autorità avrebbe comunque votato il bavaglio a internet, in ossequio ai diktat dall’alto. Ma grazie alla nostra mobilitazione incredibile siamo riusciti a fermare la regolamentazione e a difendere la libertà della rete. Ora non dobbiamo mollare e dobbiamo vincere anche questa sfida, perché il potere metta giù le mani da internet una volta per tutte.

Con determinazione,

Giulia, Luis, Ricken, Pascal, Benjamin, Alice e tutto il resto del team di Avaaz

27 luglio 2011

Stamattina è venuto Paolo, ho fatto la barba poi sono andato al Continente, al bar ho letto il giornale: la stessa lega ha smentito Borghezio (che aveva giustificato il killer norvegese), sono sempre più convinto che è pericoloso avere simili parlamentari!

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