favole

 

1) FUORI MISURA   2

2) IL BOSCAIOLO    3

3) IL GUFO       3

4) IL PICCOLO FIORE       3

5) LA GROTTA DELL’EREMITA       4

6) IL FUNGO    4

7) IL PRINCIPE SCAPOLO        5

8) IL BUONO E IL CATTIVO?  5

9) IL GATTO SELVATICO         5

10) LA CASA STREGATA         6

11) IL TOPO SALTATORE        7

12) IL RANOCCHIO CHE VOLEVA DIVENTARE BELLO 7

13) IL TORO     7

14) IL LUPO      8

15) LA MONTAGNA         8

16) LA STREGA        8

17) PIERO         9

18) IL BAMBINO CHE NON MANGIAVA CAROTE 9

19) IL FIORE ROSSO         9

20) IL BEL GIGLIO   10

21) LA CASA SULLA MONTAGNA  10

22) IL PORCOSPINO         10

23) IL PARCO   11

24) IL DRAGO  11

25) IL BOSCO INCANTATO     11

26) IL CAPITANO     12

27) IL PETTIROSSSO        12

28) IL BAMBINO CHE PIANGEVA SEMPRE    12

29) IL TRENINO        12

30) LA PENTOLA MAGICA      13

31) IL GATTO INVADENTE E IL TOPO BALLERINO

32) LA LEPRE FUGGIASCA     13

33) IL FAGIOLO        14

34) L’ASPARAGIO    14

35) IL CANE CHE NON VOLEVA ABBAIARE  14

36) LO SPINO   14

37) L’EDERA    15

38) IL FILO       15

39) LA BELLA PRINCIPESSA  15

40) LA PAGLIA         15

41) IL BASTONE MAGICO       16

42) LA NOCE    16

43) IL POSTO MAGICO    16

44) IL SALICE PIANGENTE      17

45) IL PUBBLICITARIO    17

46) IL VECCHIO E IL BAMBINO      17

47) IL RE DELLE RANE    18

48) IL VILLAGGIO DI COLTELLO SPEZZATO 18

49) LA TARTURUGA CHE PENSAVA TROPPO        19

50) IL CATTIVO DEI BALCANI        19

51) IL PAESE CHE VORREBBERO (LE DONNE)      20

52) IL SIGNORE DEL COMPUTER   20

53) La sfida con la morte     21

54) QUANDO VENNE LA PAURA    22

55) LA GRANDE CONFUSIONE        22

56)LA PAURA DI GIUDICARE E DI ESSERE GIUDICATI.

57) LE FACCE NASCOSTE.      24

58) Berluscood  24

59) Il nemico invisibile       24

60) Il mare di gente     25

61) L’avvoltoio americano  25

62)  Il coniglio sfortunato

FUORI MISURA

Tanti e tanti e tanti anni fa c’era un signore grosso,grosso pesava un quintale e mezzo. Di professione, anzi, di vocazione faceva il pubblicitario-, la sua era una vera vocazione era proprio convinto che la pubblicità fosse l’anima del commercio. Per questo faceva sempre l’esempio dell’oca e la gallina: chiedeva “sapete perché tutti mangiano le uova di gallina e nessuno quelle d’oca? Perché la gallina quando le fa urla (e si fa pubblicità) mentre l’oca sta zitta. Forte di questa sua teoria svolgeva il suo lavoro veramente in maniera egregia, ma come dicevo era enormemente grasso! Quando si ammalo di appendicite venne il problema di come trasportarlo all’ospedale. Chiamarono persino i pompieri, i quali dapprima provarono a farlo uscire dalla via più’ logica: dalla porta ma visto che non c’entrava un pompiere ebbe un’idea che sembrò buona, dato che le finestre erano più’ larghe perché non provare a farlo uscire da li? Ma questa idea che era sembrata buona ben presto naufrago, anche li’ non passava erano troppo strette e non c’era proprio tempo per metterlo a dieta! Dopo vari tentativi andati a vuoto decisero di fare un buco sul muro. Questa sembrò un’idea veramente buona! Scava che ti scava, fecero un grosso buco dal quale poté passare e con una grossa barella lo portarono all’ospedale,. Non sto a dire qui’ i problemi per trovargli un letto adeguato! Se vi capita di vedere una casa con un buco enorme sul muro sapete il perché…..

 

 

 

IL BOSCAIOLO

Tanti e tanti e tanti anni fa c’era un bosco molto bello. Aveva il castoro, il cervo, il lupo, insomma tutti gli animali eccetto l’uomo che non c’era mai andato. Un giorno ci ando’

un boscaiolo e questi decise di tagliare un albero. Da quell’albero passo’ agli altri un’albero dopo l’altro li taglio’ tutti e del bosco non resto’ nulla. Gli animali andarono a cercare un’altro posto, ma non ne trovarono di uguali. il bosco e’ prezioso e’ fonte di vita per molti animali. Questa favola ha un morale cosi’ evidente che lo deve vedere chi la legge.

IL GUFO

Tanto e tanto e tanto tempo fa c’era un gufo che andava tutte le notti ad occhi chiusi. Andava a sbattere contro le case, contro gli alberi, insomma tutti gli ostacoli. Un giorno, anzi, una notte decise di aprire gli occhi e vide che il mondo era molto bello, con i suoi panorami, con le sue montagne, i suoi laghi, etc. Guardo’ gli uomini e cosa facevano e gli sembro’ molto interessante da allora decise di non chiudere più’ gli occhi. Questa storia ha una morale: bisogna sempre guardare il mondo e gli altri!

IL PICCOLO FIORE

C’era e c’e’ un piccolo fiore che non sboccia mai. Un giorno un bimbo piange per un giocattolo rotto, le lacrime vanno a finire sul fiore e quello sboccia. Il fiore e’ molto bello e tutti lo guardano e lo vogliono, ma non e’ di nessuno, e’ della natura e di se stesso. questo racconto non ha nessuna morale la deve trovare chi lo legge!

 

LA GROTTA DELL’EREMITA

Tanti e tanti e tanti anni fa un vecchio viveva in una grotta, lì mangiava dormiva, insomma ci faceva tutto. Intorno alla grotta c’erano molte margherite che però non fiorivano mai. Un giorno un bambino andò nella grotta e chiese al vecchio di raccontargli una favola, questi gliela raccontò; il bimbo l’ascoltò in silenzio e gli piacque molto. Quel giorno fiorirono le margherite. Oggi quella grotta la chiamano “grotta dell’eremita”. Questa favola ha una morale: “tutti sono utili” nessuno deve vivere da solo.

IL FUNGO

Tanto e tanto e tanto tempo fa, c’era un piccolo villaggio nel bosco .Questo villaggio era guidato da Moloch, una persona molto saggia, da lui andava tutto il villaggio per chiedere consigli. Un giorno Moloch uscì, lo scopo dichiarato era, che andava a fare funghi, ma la vera ragione era di essere andato a vedere se trovava una pietra, che aveva perso tempo addietro. Però non poteva tornare senza funghi, allora si mise a cercarli, cercando i funghi ne vide uno a distanza, era un porcino, così grosso che avrebbe fatto la felicità di qualsiasi cercatore. Andò allora per coglierlo e vide un buco che si apriva vicino al fungo, guardò, senza pensarci, nel buco e trovò un anello. Dapprima osservò l’anello poi, quasi per curiosità, lo infilò e meraviglia delle meraviglie al contrario di prima che stava in mezzo ad un bosco, si trovò in una radura. Poco convinto si tolse l’anello più volte, ma quando era senza anello, vedeva il bosco, quando teneva l’anello vedeva la radura. Allora provò ad esplorare la radura e quì trovò una fanciulla che passava il suo tempo a filare Moloch le chiese: “cosa fili?” La fanciulla rispose: “la tela del mondo, gli uomini sono così poco attenti che se non avessero un filo da seguire, si perderebbero!

IL PRINCIPE SCAPOLO

Tanti e tanti e tanti anni fa c’era un principe che era scapolo . Decise di prendere moglieando’ nel paese e fece raccontare a tutte le donne la loro storia, ma chi era contadina chi casalinga, insomma erano tutte storie interessanti. Il principe non sapeva chi scegliere, allora ando’ nel paese vicino e fece la stessa cosa, ma torno’ senza avere concluso nulla. Si ritiro’ nella sua casa a pensare, ma pensa che ti ripensa non concluse nulla e resto’ scapolo. questa favola ha un morale: “non e’ il numero che fa la qualita’”

 

IL BUONO E IL CATTIVO?

Tanto e tanto e tanto tempo tempo fa c’era una volpe che era considerata terribile. Nessuno osava lasciare il pollaio incustodito e tanto meno aperto! Una sera, però, un contadino rientrò, proprio ubriaco e si dimenticò di chiudere il pollaio. La volpe subito ne approfittò e con uno stratagemma fece uscire le galline, ma un cane pastore se ne accorse e abbaiando fece rientrare le galline. Il contadino sentendosi in debito, da allora gli preparò sempre una scodella di minestra. Indubbiamente il cane è stato un “buono”, ma se non c’era la volpe a dargli la possibilità di dimostrare la sua bontà nessuno se ne sarebbe accorto.

 

 

 

 

 

IL GATTO SELVATICO

Tanti e tanti e tanti anni fa un gatto decise di andare a vivere da solo.

Si faceva tutto: cucinava, stirava, lavava …

Un giorno conobbe una gattina che gli piaceva, le fece una corte serrata.

La gatta si chiamava Laura e il gatto si chiamava Giuseppe.

Giuseppe voleva Laura, ma questa lo rifiuto’.

Allora Giuseppe torno’ a vivere da solo e da allora lo chiamano il gatto selvatico..

Questa storia dice che non bisogna rifiutare il mondo che, anche gli altri la vivono e percio’ rifiutano chi non la vive.

 

 

LA CASA STREGATA

Tanti e tanti e tanti anni fa c’era una casa che sembrava normale come tutte le case, ma era … stregata.

Era una casa in cui tutti potevano entrare, ma nessuno (ma proprio nessuno!) poteva uscire.

Molti tentarono di togliere l’incantesimo ma, nessuno ci riusci’,

Un giorno una colomba entro’ ed usci’, da allora non e’ piu’ stregata

La casa aveva intorno molti alberi su cui c’erano molti uccelli che non cantavano mai.

Dal giorno in cui la casa non fu piu’ stregata gli uccelli tornarono a cantare e sembravano tutti usignoli.

IL TOPO SALTATORE

Tanti e tanti e tanti anni fa c’era un topo che tutto amava fuorchew’ i fiori: credeva addirittura di esserne allergico.

Un giorno vide un pezzo di formaggio in mezzo ad un campo di fiori, dopo aver pensato a lungo, la gola vinse, ando’ a prenderlo passando in mezzo ai fiori,

Questi non gli fecero nulla e il topo raggiunse indenne il pezzo di formaggio.

Il topo quando usci fuori dal campo e vide che i fiori non gli avevano fatto niente, dalla gioia comincio’ a saltare da qul giorno lo chiamano topo saltatore.

Troppo spesso ci facciamo un’idea, che a volte, il caso ci dimostra che e’ sbagliata.

 

IL RANOCCHIO CHE VOLEVA DIVENTARE BELLO

Nella notte dei tempi c’era un ranocchio che per piacere ad una ranocchietta voleva diventare bello.

Per diventare bello fece tutto quello che poteva: si fece un petto con il fango, si adorno’ di foglie, etc,,,

Fece una corte serrata alla ranocchietta ma, questa lo rifiuto’  e non servi’ a nulla quello che aveva fatto per essere bello,

Questa storia dice, che nessuno puo’ essere piu’ bello di quello che e’ e talvolta alcuni si sforzano, ma solo per l’apparenza.

 

IL TORO

Tanti e tanti e tanti anni fa c’era un posto dove Giove aveva detto che non poteva andare nessuno.

Un animale decise di andarci lo stesso, ci ando’ e gli sembro’ un posto normale eccetto quella musica che si sentiva ovunque.

L’animale giro’ dappertutto e vide tutto poi, torno’ a casa.

Ma giove lo puni’ e gli fece crescere due protuberanze molto brutte sulla testa, una specie di corna da allora lo chiamano il toro.

Non sempre i limiti che ci vengono posti sono giusti, ma si deve in ogni caso essere disposti a subirne le conseguenze

IL LUPO (Armida)

Tanti e tanti e tanti anni fa c’era un lupo cattivo.

Tutti i lupi sono cattivi ma questo era piu’ cattivo di tutti: non aveva paura neppure dell’uomo armato.

Un giorno ando’ in un ovile per mangiare un agnello.

Eluse i guardiani ed entro’.

Ma, l’agnello, stava prendendo il latte dalla madre e non ebbe il coraggio di mangiarlo.

Il lupo da quel giorno divento’ buono.

Questa storia ha una morale: tutti possono essere buoni se lo vogliono

LA MONTAGNA

Tanti e tanti e tanti anni fa c’era una montagna che nessuno aveva visto,

Un uomo, passo dopo passo, arrivo’ sulla cima e riusci’ a vederla, rimase  ammirato dalla bellezza dei fiori e dal panorama.

Poi discese a valle ed ando’ in un paese vicino.

Li racconto’ della sua avventura e della bellezza della montagna.

Ci sono molti posti (specialmente nella natura) veramente belli, ma se nessuno li vede nulla e’ bello, pero’ ognuno deve lasciare come ha trovato (se non un po’ meglio) se no chi verra’ che trova?

 

LA STREGA

Tanti e tanti e tanti anni fa c’era una vecchia che viveva da sola: cucinava da sola, mangiava da sola, dormiva da sola …

Tutti la chiamavano e la credevano “la strega”.

Nessuno la conosceva bene ne voleva conoscerla.

La vecchia aveva molti gattini e faceva tutto per loro.

Questo gia’ dimostra che non era una strega anzi era molto buona.

Un giorno un bimbo busso’ alla sua porta per chiedere qualcosa da mangiare  la vecchia gli apri gli diede da mangiare, gli diede anche da vestire, lo accudi insomma.

Spesso ci lasciamo suggestionare dalle apparenze, senza scoprire la vera realta’

 

PIERO

Tanti e tanti e tanti anni fa c’era un bambino sempre cattivo che si chiamava Piero.

Piero gettava il gatto dalla finestra per vedere se cadeva in piedi, spellava le rane vive per vedere se erano elettriche e faceva molte altre cattiverie.

Un giorno gli regalarono un cucciolo di cane.

Gli dava da mangiare, lo metteva a dormire, gli faceva tutto insomma.

Quel cucciolo si chiamava Bobbi e, piano, piano Piero divento’ buono

 

 

 

 

 

 

 

 

 

IL BAMBINO CHE NON MANGIAVA CAROTE

C’era un bambino che mangiava di tutto, meno le carote che, com’e’ noto fanno bene alla vista, infatti avete mai visto un coniglio con gli occhiali?

Il bambino portava gli occhiali che un giorno si ruppero; nessun ottico riusci’ a ripararli e il bambino, continuo’, a vedere il mondo per traverso (forse lo vedeva meglio degli altri), ma Luigi (il bambino) voleva vederlo bene e per questo si mise a piangere e a disperarsi.

Il signicato, di questa storia, lo deve trovare chi la legge.

IL FIORE ROSSO

Tanti e tanti e tanti anni fa cadde un fulmine su un mucchio di legna, quello che nacque era un fiore rosso.

Se ti avvicinavi era caldo, ma se ti avvicinavi troppo, faceva male, lo usarono per molte cose: per cucinare, per riscaldarsi, etc …

Dapprima lo chiamarono fiore rosso poi lo chimavano fuoco.

Il fuoco era utile ma se usato male era dannoso, come tutte le cose.

Il fuoco scalda, ma brucia anche.

Questa storia ha una morale: “tutto puo’ essere utile se usato bene”

IL BEL GIGLIO

C’era un giglio che stava vicino ad un altro fiore molto brutto.

L’altro fiore aveva anche le spine .

Il giglio diceva sempre: “io sonno alto e bello, tu sei piccolo e brutto, come facciamo a stare vicini?”

Un giorno vennero degli uomini, che videro i fiori: colsero il giglio, e, non toccarono nemmeno l’altro.

Non ho le parole per esprimere la morale di questa storia (d’altronde non servirebbero), ma ce l’ha

 

 

LA CASA SULLA MONTAGNA

Tanti e tanti e tanti anni fa c’era una casa che stava sulla montagna, aveva tutto meno le porte.

La gente per entrare ed uscire doveva passare dalle finestre.

Piano, piano non ci andavano piu’ ospiti e, il padrone di casa resto’ solo con i gatti.

I gatti erano molti e passavano anche dalle finestre senza dispiacersi.

La gente non ci ando’ piu’ perche’ non voleva passare dalleb finestre.

Queste servono solo per affacciarsi..

Quando bisogna fare una cosa, perche’ obbligati, difficilmente la si vuole fare!

IL PORCOSPINO

Tanti e tanti e tanti anni fa c’era un maiale che andava dappertutto, anche nell’acqua.

Era molto solo, non aveva amici ne, tantomeno, una maialina che l’amasse,

Un giorno ne vide una che lo affascino’, le fece una corte serrata ma, questa ne era indifferente.

Un giorno, pero’, la maialina cadde in un roveto e il maiale l’ando’ a tirare fuori, fu l’unico che si interesso’ a lei.

Il maiale si riempi’ di spine e da allora lo chiamanno il porcospino.

La maialina gli fu grata e da allora lo frequenta spesso.

Quando siamo in difficolta’, accettiamo l’aiuto di tutti, anche da chi avevamo snobbato.

 

IL PARCO

Tanti e tanti e tanti anni fa c’era un prato molto bello che aveva tutto.

Gli uomini, credendo di farlo piu’ bello e divertente, lo riempirono di giochi e lo chiamarono “parco”.

Ma i bambini non si divertivano e lo preferivano com’era prima.

I giochi erano molti e costosi ma non erano molto divertenti, sia perche’ non erano un granche’ belli, ma soprattutto perche’, chi meglio della natura, che ci mette secoli per portare a termine un paesaggio, puo’ fare un gioco migliore?

IL DRAGO

Un giorno come gli altri un bambino, accompagnato dal padre,  ando’ in una fiera, in questa fiera compro’ un piccolo coccodrillo.

Il coccodrillo cresceva e il padre, dato che il coccodrillo stava diventando ingombrante,  ando’ in bagno lo getto’ nella tazza e tiro’ l’acqua.

Il coccodrillo attraverso’ le fogne e poi attraverso i fiumi arrivo’ nel lago di Piediluco.

Lo vide un bambino e disse che un drago stava nel lago, dapprima non fu creduto, ma numerose persone andavano a fare il bagno nel lago senza piu’ tornare!

Le autorita’ allora vietarono di farci il bagno e, misero in giro la storia dell’inquinamento, infatti non fanno piu’ fare il bagno.

 

IL BOSCO INCANTATO

C’era e c’e’ un bosco incantato, ha gli uccelli, ha gli alberi e molti.

Un bambino ci si diverte anche se non ha i giochi.

Ma un giorno, un brutto giorno,  ci va un uomo che fuma e butta un fiammifero che lui credeva spento ma, era ancora acceso.

Piano, piano il fuoco si propaga e distrugge tutto il bosco.

A nulla valgono i tentativi di spegnere il fuoco.

Solo l’acqua e tanta puo’ farlo ma non c’e’.

E’ normale che i boschi siano incantati per questo non bisogna distruggerli, la natura pensa a tutto ma si deve aitare e non disprezzare-

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IL BAMBINO CHE PIANGEVA SEMPRE

Tanti e tanti e tanti anni fa c’era un bambino che piangeva sempre.

Molti tentarono di farlo smettere con barzellette e tutto quello che faceva ridere, ma nessuno ci riusci.

Un giorno una farfalla volo’ sul suo naso e il fanciullo smise di piangere, anzi rise.

Il bambino non tento’ neppure di togliere la farfalla, perche’ aveva paura di farle male, aveva sentito dire che sulle ali le farfalle avevano una polverina (quasi magica) e se si toglieva morivano!

La farfalla aveva molti colori ed era molto bella.

Il bambino, da quel giorno, ogni volta che stava per mettersi a piangere, gli veniva in mente la farfalla e non piangeva!

IL TRENINO

Tanti e tanti e tanti anni fa c’era un trenino che faceva Spoleto – Norcia e viceversa.

Lorendevano in molti, andavano chi a lavorare, chi a suola, era l’amico fischiettante di tutti i viaggiatori.

Il trenino aveva un macchinista e un bigliettaio, che ormai conosceva tutti e a tutti chiedeva notizie: a chi della moglie, a chi dei figli…

Un giorno, pero’, il trenino si fermo’ a meta’ strada, i passeggeri protestarono col bigliettaio e questi ando’ dal macchinista, ma questo non poteva fare nulla.

Da quel giorno i passeggeri, delusi dal trenino, presero l’autobus e il trenino era sempre vuoto.

Allora la soc. vedendo che non rendeva piu’ decise di toglierlo, vennero degli uomini che tolsero tutto, anche i binari.

Oggi quel percorso si fa solo a piedi.

TUTTO QUELLO CHE E’ INUTILE, E’ DESTINATO A SPARIRE!

LA PENTOLA MAGICA

Tanti e tanti e tanti anni fa c’era una massaia che diceva di avere una pentola magica perche’ qualsiasi cosa ci metteva si cucinava.

Un giorno ando’ a casa un ospite e lei cucino’ con la pentola.

L’ospite rimase molto soddisfatto della cucina e se ne ando’ contento.

La massaia lavo’ e ripose la pentola che aveva anche un coperchio, per questo cuoceva bene come le altre pentole se usate bene.

Pentole, caldai, soletti, cuociono sempre e tutto quello che ci metti pero’ devono anche essere usati bene.

IL GATTO INVADENTE E IL TOPO BALLERINO

Tanti e tanti e tanti anni fa c’erano un gatto invadente (tutti i gatti sono invadenti, non perche’ invadono, ma perche’ impicciano) e un topo ballerino (si dice, che quando il gatto non c’e’ i topi ballano, ma questo ballava sempre anche mentre correva).

Un giorno il gatto stava inseguendo il topo ma, mentre questo correva si mise a ballare.

Il gatto rimase talmente colpito, che si fermo’, il topo si approfitto’ di cio’ e si mise in salvo.

Questa storia ha un significato visto da due punti di vista quello del topo, che tutto puo’ servire nella vita e quello del gatto, che non bisogna farsi ingannare dall’esteririta’.

LA LEPRE FUGGIASCA

Tanti e tanti e tanti anni fa c’era una lepre che fuggiva: dai cacciatori, dagli altri animali, insomma, fuggiva sempre.

Questa lepre nella sua corsa conobbe altri animali tra cui una tartaruga (che si chiamava Mariapia) che andava sempre piano ma arrivava sempre (tardi).

La lepre si fece schern e non la considero’ neppure .

La lepre nella sua corsa cadde in una trappola e nulla valsero i suoi tentativi di liberarsi.

Venne un cacciatore e la porto’ a casa, la lepre fini in padella.

Molte persone si agitano e corrono, ma questo le porta solo ad incappare in qualche trappola.

IL FAGIOLO

C’era e c’e’ un fagiolo che si crede solo.

Si dispera molto perche’ la solitudine e’ brutta.

Tutti i giorni diceva di essere triste ma, come dice il proverbio:

“meglio soli che male accompagnati”

Un giorno si guardo’ intorno e vide tanti altri fagioli che si credevano soli ma non lo erano e non lo sono.

Questa storia dice, che non bisogna disperarsi che non si e’ mai soli.

L’ASPARAGIO

C’e’ un brutto cespuglio con gli spini che si chiama sparacina,  ma da un frutto buono e saporito che si chiama asparagio.

Un giorno venne un uomo e lo strappo’, a nulla valsero i pianti e le lamentele della sparacina.

L’uomo porto’ l’asparagio, insieme a molti altri, a casa e lo mangio’.

La sparacina fece un altro asparagio, ma hai me, fece la stessa fine del altro.

Questa storia dice, che anche le persone peggiori hanno buone idee, ma ci vuole poco a distruggerle.

IL CANE CHE NON VOLEVA ABBAIARE Tanti e tanti e tanti anni fa c’era un cane che, scodinzolava, correva e saltava, ma non c’era verso che abbaiasse.

Non era un cane da caccia e non era assolutamente buono per la guardia.

Tutti lo temevano perche’: “can che abbaia non morde” e … lui non abbaiava.

Un giorno vide un pulcino, prima gli giro’ intorno per vederlo, poi lo voleva chiamare ma non sapeva abbaiare allora si sforzo’ e dopo vari tentativi,  ci riusci’ e lo chiamo’.

Questa storia dice, che anche i cani hanno diritto di avere voce in capitolo

LO SPINO

C’era e c’e’ uno spino che pungeva e punge sempre, a tutti meno che a se stesso.

Un giorno passo’ un altro spino che pungeva anche lui tutti e punse anche il primo spino.

Lo spino fino ad allora non era mai stato punto ed era stato sempre solo.

Tutti lo evitavano perche’ avevano paura di lui e non aveva mai provato l’amicizia di nessuno.

L’amicizia vale molto, pero’ bisogna adattarsi a vivere in societa’ e ci sono molte persone che pungono, ma se trovano qualcuno a cui appoggiarsi non pungono piu’

L’EDERA

C’era e c’e’ un’erba che si attacca dappertutto anche sui muri; anzi li predilige.

Ma trovo’, anzi, trova un muro pieno, ovvero, cosparso di sapone.

Su quel muro non si puo’ attaccare anzi scivola.

E cosi l’edera non poteva e non voleva atttaccarsi.

Quel muro resto’ pulito (dall’edera) .

Questa storia non ha fine, perche’ sia l’edera che il muro ci sono ancora..

Questa storia dice, che ci sono delle persone che si attaccano sempre ma, se trovano uno viscido, per volere o per forza non si attaccano piu’

IL FILO

Un signore voleva trainare un carro ma, aveva solo un filo lungo e fino.

Se lo avesse usato semplicemente si sarebbe spezzato.

Se ne avesse usati pochi si sarebbero spezzati anche questi.

Ma il signore dopo averci pensato ne mise insieme molti e formo’ una corda.

Cosi’ tiro’ il carro e la corda non si spezzo’.

Questa breve storia ha un significato cosi evidente e banale, che non lo scrivo.

LA BELLA PRINCIPESSA

Tanti e tanti e tanti anni fa c’era una principessa, talmente bella, che tutti le facevano la corte.

Principi e cavalieri le portavano i piu’ bei regali, ma lei non si decideva per nessuno.

Il re padre organizzo’ una festa-torneo in cui si doveva stabilire chi fosse il futuro marito.

Ci furono molti contendenti nel torneo, ma per una serie di motivi (che non sto ad elencare) non ci fu  nessun vincitore e quindi la principessa nonostante la sua bellezza rimase zitella.

Passarono gli anni anche per la principessa: invecchio’ e divenne brutta e nessuno piu’ la voleva.

Questa storia, breve, dice: “chi vuole fare troppo il prezioso, alla fine, rimane solo”

LA PAGLIA

Tanti e tanti e tanti anni fa c’erano dei contadini che avevano tanta paglia, ma solo paglia.

Per il fuoco usavano la paglia, faceva un gran fuoco, ma durava poco e scaldava meno.

Un giorno venne un uomo che aveva della legna e ne diede un po’ ai contadini per il fuoco.

I contadini non avevano mai visto questo combustibile, ma durava molto e scaldava anche!

Da allora i contadini usano sempre la legna e mai paglia per il fuoco.

Da questa se ne puo’ trarre: “l’apparenza e’ importante, ma e’ quello che c’e’ dentro che conta.
IL POSTO MAGICO

Tanti e tanti e tanti anni fa c’era un posto magico in cui ognuno poteva fare quello che voleva meno “cosacce”.

Lo seppe un signore (cosi lui si sentiva e la gente lo considerava) un gran signore!

Volle andarci e ci ando’.

A lui sembro’ normale: il fornaio faceva il pane, l’imbianchino imbiancava, il postino portava la posta.

Il signore torno’ alla sua casa e ci penso’

Quello che non aveva capito il “signore” e’: tutti i posti sono magici, bisogna saperli vedere.

 

 

 

IL SALICE PIANGENTE

Tanti e tanti e tanti anni fa c’era un ragazzo che si innamoro’ di una

ragazza, perse la testa su un greto di un fiume e con lei andò’ a fare

molte camminate, ma la ragazza non l’avrebbe voluto.

Il ragazzo amava anche la natura, bastava che morisse una formica per farlo

piangere.

La ragazza si sposo’ con un altro e il ragazzo per dimenticare si occupo’

solo della natura.

Si immedesimo’ talmente che divenne un albero, ma piangeva sempre.

La gente lo chimava e lo chiama il salice piangente.

Questa storia dice che, non vale le pena disperarsi per una persona,

 

 

 

IL PUBBLICITARIO

Tanti e tanti e tanti anni fa c’era un pubblicitario che lavorava molto.

Come si sa la pubblicita’ e’ l’anima del commercio, infatti, tutti mangiano le uova di gallina che, quando le fa grida e nessuno mangia quelle di oca che quando le fa sta zitta.

Un giorno gli diedero da fare la pubblicita’ ad una casa; si sapeva pero’ che in quella casa ci stavano gli spiriti.

Per quanto facesse una bella pubblicita’ e realizzasse molte promozioni, nessuno la comprava .

La casa rimase invenduta.

Questa storia dice che, per quanto ci si fa belli, e’ quello che sta dentro, che conta.

 

 

IL VECCHIO E IL BAMBINO

Un vecchio e un bambino andavano in giro per il mondo.

Videro molti posti, molte cose e molte persone quest ultime  chi lavorava, chi studiava, chi giocava ma tutte facevano qualche cosa.

Si fermarono solo davanti ad un calzolaio .

Il bambino disse: “perche’ ci siamo fermati?”

Il vecchio rispose: “per guardare questo lavoro, che sembra umile ma e’ il piu’ nobile”.

Dopo mangiarono e proseguirono il viaggio.

Questa favola non ha una morale, o forse ne ha molte ma, le deve trovare chi la legge.

 

 

IL RE DELLE RANE

tanto e tanto e tanto tempo fa c’era una colonia di rane che viveva in uno stagno e passava il tempo gracidando e saltando.

Un giorno si riunirono e si dissero della cattiva fama che avevano (di popolo ciarliero) e addebbitarono tutta la colpa al fatto che non avevano un re.

Allora chiesro con grande ardore un re al loro dio.

Questi, mosso a compassione, decise di accontentarle.

All’alba si senti un grosso tonfo nello stagno e tutte le rane corsero a vedere, sperando che fosse il re.

Quando giunsero sul posto del tonfo trovarono un bastone che doveva essere il loro re.

Dopo un po’ di tempo le rane si lamentarono perche’ il re stava sempre zitto e fermo.

Allora sentirono un altro tonfo e, quando andarono a vedere trovarono una biscia.

Non passava giorno che il re non mangiasse qualche suddito.

Le rane si lamentarono di nuovo e, questa volta, sentirono una voce che disse: “Quando avete avuto un re buono non vi stava bene, neanche ora vi sta bene?”-

(Paola)

IL VILLAGGIO DI COLTELLO SPEZZATO

Tanti e tanti e tanti anni fa ci stava una tribu’, il cui capo si chiamava coltello spezzato, che era vissuto sempre felice e senza guerre.

La vita nella tribu’ scorreva tranquilla, i bambini guardavano ammirati i cacciatori.

Speravano, un giorno, di poter imitare le loro gesta, nella caccia.

Un brutto giorno arrivo’ nel villaggio coltello tagliente, un guerriero bellicoso che, certo, non apprezzava la pace che regnava nel villaggio.

I bambini furono i primi a volerlo emulare.

Ma anche le donne rinfacciavano ai mariti di non essere alla pari, come valore, a Coltello Tagliente.

Presto si venne a creare un clima tale che, Coltello spezzato si vide costretto a dissotterrare l’ascia di guerra, non vi dico i problemi per ritrovarla, era tanto che non la facevano uscire-

Era talmente tanto tempo che era sotterrata che solo i vecchi si ricordavano dove stava.

Per avere facili vittorie che entusiasmassero i guerrieri, si scagliarono contro tribu’ deboli ma, poi un po’ presi dall’entusiasmo un po’ perche’ costretti.

Lanciarono la loro sfida all’avversario piu’ temibile: l’uomo bianco!

Ben presto pero’ si accorsero che la guerra distoglieva gli uomini dalla caccia ed era diventato raro trovare da mangiare, mentre gli uomini combattendo avevano piu’ fame.

Questa storia dice, che la politica se fatta male puo’ rovinare gli uomini

LA TARTURUGA CHE PENSAVA TROPPO

Tanti e tanti e tanti anni fa c’era una tartaruga che, come tutte le tartarughe, era molto lenta ma, aveva una caratteristica che la rendeva particolarmente interessante e cioe’ arrivava sempre!

Era molto decisa, questo faceva si che quanto si dava un traguardo, lo raggiungeva.

Non era importante la distanza che la separasse dal traguardo, ne era importante il modo di raggiungerlo, purche’ lecito  per lei andava bene qualsiasi modo.

Ma era quel “purche’ lecito” che avrebbe creato dei problemi.

Infatti un giorno si trovo’ a decidere il confine del lecito.

Doveva andare a casa della nonna e trovo’ un camion che faceva la stessa strada.

Il problema era, che era andata sempre per conto suo e una sorta di orgoglio le impediva di usare un mezzo altrui, certo avrebbe potuto camminare sul cassone del camion, cosi’, forse avrebbe tacitato la coscienza ma, lei avrebbe sempre saputo la verita’.

Presa da questi pensieri non si accorse che il camion partiva e non ando’ dalla nonna.

Troppo spesso ci fermiamo a pensare, senza vedere che quello che ci stava attorno no c’e’ ormai piu’

(Walfredina)

 

IL CATTIVO DEI BALCANI

Lontano, lontano, di la dal mare ci sta un uomo molto cattivo, si chiama: Milo.

Milo aveva perseguitato i piu’ piccoli (non di statura ma, piccoli di potenza).

Ha molti nemici quello che piu’ lo odia sta di la dell’oceano si chiama Cliboard.

Cliboard per poter avere la sua testa ha scatenato pure gli idiani (Apache).

Quelli che ci rimettono, pero’, sono sempre i piu’ piccoli!

Forse avra’ torto lui, anzi, sicuramente, pero’ anche cliboard non ha tutte le ragioni, anche, se il motivo che ha scatenato la sua collera poteva essere giusto, i modi per sopprimere quel motivo si sono dimostrati sbagliati.

Cliboard si e’ scatenato per difendere i piu piccoli ma, adesso li sta schiacciando.

E’ difficile capire chi ha ragione, solo … che sono sempre i piu piccoli a morire!

 

IL PAESE CHE VORREBBERO (LE DONNE)

Laggiù dove si perde la vista, oltre l’orizzonte talmente lontano che non si sentirebbero nemmeno le urla figuriamoci i lamenti sommessi.

C’e’ un paese tutto d’oro ma, racchiuso in tanti piccoli cofanetti.

Piu’ chiavi si hanno (dei cofanetti, piu’ ci si puo’ arricchire, pero’ le chiavi le hanno solo quelli senza barba, percio’ le donne sono avvantaggiate.

I barboni presi dalla “follia” (cosi identificano la rabbia le scimmie, sui libri di Kipling), dicevo gli uomini cominciano ad agitarsi, vogliono le chiavi!

La soluzione che trovano consiste nel rinchiudere tutti quelli senza barba, infatti se non ci sara’ nessuno senza barba in giro le chiavi le possono prendere solo quelli con la barba.

Immaginate chi puo’ essere quel fesso che non si fara’ crescere la barba?

Nessuno, cioe’ non proprio nessuno, ci sta’ chi la barba non puo’ farla crescere: le donne!

Quella che era la chiave della ricchezza diventa “la chiave della liberta’”.

Ancora stanno cercando di averla, sara’ lo scorrere del tempo a dirci se ci riusciranno!

IL SIGNORE DEL COMPUTER

Era ormai un era dove il computer puter la faceva da padrone.

La massaia non usava piu’ il libro di cucina ma compilava, anzi digitava: quanti erano gli ospiti, lo scopo della cena eventualmente se c’erano delle preferenze.

Et voila’ il computer dava il menu’ e le ricette per preparare tutti i cibi.

Potete immaginare quale potenza potesse significare avere il controllo dei computer,

Per esempio si potevano elargire mal di pancia, all antipatico di turnoJ.

Una persona pero’ aveva il controllo, anzi il monopolio, questo era un vero potere.

Allora la comunita’ decise di fare a pezzi Bill Computer (cosi si chiama il detentore del potere informatico

 

Secondo Bill tutto e’ stato fatto per invidia, secondo la comunita’ per uno spirito di giustizia.

Forse il motivo vero e’dato da un po’l’uno e un po’ l’altro.

L’unica cosa certa e’ che Bill e’ molto ricco, quindi facilmente oggetto di invidia ma quando si arriva alla fine della corsa della vita tutto si lascia in terra!

La sfida con la morte

Un signore tanto e tanto e tanto tempo fa ebbe l’idea di sfidare a dadi “signora morte”.

D dovate cercarla a lungo  ma alla fine trovo’ la nera signora (era come gliela avevano descritta sempre: vestita con un abito nero, portava in mano una lugubre falce, l’eta’ era indefinibile, un momento sembrava una giovinetta l’attimo dopo l’avresti definita una signora avanti con l’eta’. La cosa che era sempre uguale: era lo sguardo triste e severo), per prima cosa il signore le spiego’ quale era il suo intento e le chiese cosa volesse come posta-

L a nera signora ci penso’ un po’ poi disse:  “sta bene accetto, per posta mettiamo che se vinci tu ti faro’ l’uomo piu’ ricco della terra, se vinco io mi accontentero’ della tua vita, che prima o poi prenderei comunque!

Il signore era cosi’ sicuro di vincere che accetto’,  la sfida “mortale” comincio’: dapprima vinse il signore, gia’ cominciava a gustare il sapore della ricchezza ma, fu solo una mera illusione, alla fine (come sempre) vinse la morte e con la sua vittoria pretese quello che era stato messo in gioco: LA VITA!

A nulla valsero i, tardivi, pentimenti, la signora pretese quello che aveva vinto!

Questa storia ci insegna che non bisogna usare la propria vita come una posta da mettere in gioco, e’ un bene troppo prezioso per rischiare di perderlo.

(Walfredina)

 

 

QUANDO VENNE LA PAURA

Tanto e tanto e tanto tempo fa c’era un bambino la cui piu’ grande paura, era affrontare tutte le mattine la maestra della scuola.

Passo’ il tempo e venne la fine dell’anno e con essa i tanto temuti esami, vi lascio immaginare chi aveva paura della maestra, il miraggio delle vacanze estive, in particolare il campeggio, un po’ offuscavano la paura degli esami.

E venne il giorno della paura, cioe’ degli esami!

La cosa che lo colpi’ fin dall’inizio era l’assoluta serenita’ che regnava, aveva sempre pensato ad una atmosfera da incubo, in cui gli esaminatori erano una specie di diavoli con i tridenti minacciosi, invece erano delle simpatiche persone, che si portavano i panini per fare colazione (come aveva visto fare tutti i giorni ai suoi compagni).

Aiutato da quel clima sereno quasi da famiglia felice, arrivo’  alla fine degli esami, manco a dirlo che fu promosso ed ando’ all’agognato campeggio.

Pero’ in fondo gli dispiaceva lasciare quei professori, proprio ora che li aveva visti sotto un’altra luce, come degli amici che capiscono le tue difficolta’ e sono pronti a darti una mano!

 

Berloscood

Nell’italica foresta (politica) aveva (anzi ha) preso il sopravvento un cavaliere (nero) che consigliato dai suoi fedelissimi (specialmente quel vichingo tutto verde) penso’ di utilizzare il motto di Robin Hood (prendere ai ricchi per dare ai poveri) ma, si sa le traduzioni (specie dall’inglese all’italiano, che e’ al contrario) fanno brutti scherzi infatti e’ diventato rubare ai poveri per dare ai ricchi!

Questo di conseguenza portera’ ad una serie di contraddizioni.

Per esempio il cavaliere (credendo di seguire l’esempio di Robin Hod) voleva annullare l’incontro per i paesi poveri (il vertice FAO) mentre vuol mantenere quello per lo scudo (che francamente mi resta difficile capire in difesa di chi?),

Forse quei (tanti) soldi per combattere la fame nel mondo, invece di combattere un nemico che uccide per fame!!!!!!!!!!!!\

Il nemico invisibile

Tanti e tanti e tanti anni fa un uomo brutto, cattivo e con la barba lancio’ i suoi uomini contro un colosso mondiale.

Questi rispose a tono, fin qui nessuno avra’ a ridire e’ giusto e sacrosanto rispondere per difendersi, pero’ c’e’ un fatto, che mette in dubbio tutto!

Intorno a quello brutto, cattivo e con la barba ci stanno tanti piccoli e indifesi

Il colosso guidato da Bucava (tutto) lancio’ in maniera intelligente una guerra

(mica tanto intelligente!).

il colosso si ritrovo’  una quantita’ enorme di bustine misteriose che spandevano polvere, dapprincipio nessuno se ne curo’, poi si accorsero che chi toccava quella polvere rimaneva avvelenato.

Pensarono subito che le aveva distribuite quello brutto con la barba, poi in seguito si scoprì che quello con la barba non c’entrava niente ma venivano da dentro era come un serpente che si morde la coda.

 

Il mare di gente

In questi giorni un mare di gente ha deciso di riunirsi in una fiorente citta’ dell’Italia centrale.

Le ragioni che li hanno fatti riunire sono molto giuste, pero’ c’e’ chi semina zizzania, sia in mezzo a quel mare di gente (alcuni sono venuti con idee bellicose), sia all’esterno (il fatto che gia’ il governo preveda disordini e per questo ha approntato delle massicce difese apparira’ come una sfida, sicuramente come una mancanza di fiducia).

La maggior parete di questa gente ha a cuore le sorti del mondo (quindi non vuole distruggere una citta’ che fa parte del mondo e forse lo simboleggia).

Ma temo che tutte le strutture di difesa approntate e tutte le chiacchiere fatte, servano solo a scatenare gli animi dei piu’ violenti.

Il fatto che il presidente del consiglio ha espresso un parere preoccupato e negativo non favorira’ di certo le cose.

Comunque per sapere come andra’ a finire possiamo solo stare a vedere!

 

L’avvoltoio americano

C’era e (purtroppo) c’è un avvoltoio di razza americana che minaccia la tranquillità di un popolo.

Con le sue grandi ali nere (che potrebbero rassomigliare alle ali di un aereo oppure della vendetta), nonostante che gli altri animali (meno 2) cerchino la tranquillità e la pace.

L’avvoltoio forse cerca solo di accaparrarsi le prede, Bushetta (questo il nome dell’avvoltoio), come tutti gli avvoltoi si nutre di cadaveri e il suo scopo è di farne molti.

La sua minaccia all’inizio era condivisa dalle sue viscere ma, ora anche queste hanno dei dubbi.

L’avvoltoio metterà in crisi la pace della radura senza considerare le vite che spezzerà d’altronde un avvoltoio non può considerare vita il suo futuro nutrimento.

La morale di questa storia è che niente e nessuno deve turbare la pace se poi il motivo (vero) è l’ingordigia allora ….

 

     Il coniglio sfortunato

Tanto e tanto e tanto tempo fa ci stava un coniglio che, come tutti i conigli: saltava, correva, giocava … e molto altro!

La sua attenzione era tutta rivolta ad una coniglietta con cui sperava di fare il nido e una cucciolata.

Accadde però che un giorno (un brutto giorno) andando in cerca dell’erbetta più profumata e fresca, dopo aver corso in prati profumati ed essere passato per boschi con alberi maestosi, ancora ubriaco del profumo dell’erba.

Non si avvide di una insidiosa trappola messa li da qualche cacciatore crudele!

Quando ci passò sopra avvenne uno scatto terribile e sentì un dolore indicibile.

Fu talmente il dolore che svenne!

Segui un, tetro silenzio ma, la calma che seguì lo scatto durò poco!

Quasi subito, svegliato dal dolore, riemerse dal mondo, ovattato, del dolce dormire.

La prima cosa che sentì fu, appunto, il dolore che lo aveva svegliato poi vide il terribile spettacolo delle zampe insanguinate e maciullate dai denti della trappola.

In un primo momento era troppo scioccato le uniche cose che riusciva a fare era gridare e piangere.

Per fortuna dei bambini, facendo i loro giochi, passarono lì, lo videro, furono presi dalla compassione e contemporaneamente dalla rabbia per quella maledetta trappola.

Però oltre togliere la trappole e lavare via il sangue dalle zampe, con l’acqua presa da una fonte vicino, non poterono fare altro.

Dopo averlo lavato e coccolato dovettero lasciarlo lì solo e triste, fortuna volle che gli altri conigli e con loro la coniglietta, lo trovarono.

Quando li vide,il coniglio, fece un sospiro di sollievo, faceva piacere, in mezzo alla sofferenza, vedere degli animali conosciuti.

I suoi amici e la coniglietta in un primo momento ebbero un attimo di smarrimento.

Lo superarono quasi subito e la loro preoccupazione principale fu riportarlo alla sua tana, infatti il dolore si attenua nei luoghi noti.

Passato il primo momento, più doloroso ma, breve!

Dovette affrontare la dura realtà, di essere senza zampe, ogni giorno, dalla mattina alla sera senza soste!

Ebbe un grosso aiuto dai sui amici che, non l’abbandonarono!

La cosa più difficile (a volte impossibile) era cercare di fare la vita di sempre ma, poi capì che quella era una vita diversa che andava vissuta diversamente, i giochi che aveva fatto fino al giorno dell’incidente non andavano più bene ma questo non significa che i nuovi giochi fossero meno belli erano solo … diversi!