Appello

 
Monica LarobinaJanuary 31, 2011 at 7:52pm
Oggetto: TUTTI AD ARCORE A MANIFESTARE CONTRO BERLUSCONI
COMUNICATO

MISSIONE ARCORE

MANIFESTAZIONE NAZIONALE PER CHIEDERE LE DIMISSIONI
DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO SILVIO BERLUSCONI


Il Popolo Viola Milano in collaborazione con la Rete Viola Gruppi Locali si mobilita per dare sfogo alle voci di protesta dei Cittadini Italiani che lamentano ormai da anni l’emergenza democratica che il Paese sta affrontando a causa delle vicende giudiziarie e personali del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

L’emergenza democratica si è concretizzata, e continua tuttora, con la mancata attuazione da parte dell’attuale esecutivo di Riforme ed azioni concrete per contrastare la crisi economica. L’Italia è agli ultimi posti per l’occupazione e la crescita mentre rimane al vertice delle classifiche per disoccupazione, debito pubblico e corruzione.

Aggravante della situazione socio-economica è la condizione impietosa a cui sono ridotti i Cittadini Italiani ad assistere quotidianamente all’abuso sistematico, da parte del Presidente del Consiglio, dei mezzi di comunicazione di massa a meri fini propagandistici per attaccare chiunque gli chieda conto delle inchieste per le quali è indagato che emergono dagli Atti della Procura della Repubblica di Milano, invece di presentarsi ai Pubblici Ministeri come un normale Cittadino per dimostrare la sua estraneità ai gravissimi reati contestati; Favoreggiamento della Prostituzione Minorile e Concussione ai danni dei Funzionari della Questura di Milano.

Questo è l’ultimo di una serie di scandali che coinvolgono Silvio Berlusconi ma che troppo spesso vengono messi in secondo piano opacizzati dai gossip come il “bunga bunga”; ad esempio i discutibili rapporti personali intercorsi con il deceduto “stalliere” Vittorio Mangano (definito “eroe” ma esponente di spicco della mafia e pluri-omicida), oppure il patto di ferro che lo lega al Senatore Marcello Dell’Utri (braccio destro e co-fondatore di Forza Italia – condannato a 7 anni in Appello per concorso esterno in Associazione mafiosa) e a Nicola Cosentino (coordinatore PdL in Campania e sul quale pende una richiesta d’arresto per camorra respinta dai partiti della maggioranza PdL e Lega Nord in Parlamento), oppure i continui attestati di amicizia all’ex ministro Cesare Previti (condannato in via definitiva e interdetto dai pubblici uffici).

Non si dimenticano né si sottovalutano le insistenti dichiarazioni di collaboratori di giustizia che chiamano in causa il Presidente del Consiglio quale referente politico verso il quale convogliare il consenso elettorale nel periodo di pax militare successivo alle stragi del 1992-’93.

ll Popolo Viola Milano e tutta la Rete Viola Gruppi Localii, insieme alla Società Civile che condivide il presente Appello, chiedono quindi le immediate dimissioni del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi secondo i dettami, ampiamente compromessi, dell’Art. 54 della Costituzione Italiana che prescrive:

“i Cittadini cui sono affidate Funzioni Pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla Legge”.

Fatte salve le indicazioni da parte delle Autorità preposte alla Vigilanza sull’Ordine Pubblico (che verrano comunicate in tempo reale) tutte le componenti democratiche del Paese, ovvero la Società Civile, le Associazioni, i Comitati, i Movimenti, che hanno ancora la forza di indignarsi per recuperare il senso dell’Etica e della Morale Pubblica sancite dalla Costituzione, sono invitati a mobilitarsi per

ARCORE

(provincia di Monza e Brianza)

DOMENICA 6 FEBBRAIO 2011

LARGO DELLA VELA – MUNICIPIO

http://www.facebook.com/l/0e19dmP79vJ4Efbe-6exxWPccYw;www.reteviola.org

Adesioni ed info trasporti
manifestazione.arcore@gmail.com

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da altro blog

I diritti, prima del federalismo

di Franco Bomprezzi

Meno male che c’è il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a diradare le nebbie della politica. Una fiammata forse inattesa di chiarezza nelle sue parole per l’apertura delle celebrazioni dei 150 anni dall’Unità d’Italia. “Alle forze politiche che hanno un significativo ruolo di rappresentanza democratica sul piano nazionale – ha detto a Reggio Emilia, guadagnandosi una standing ovation -, e lo hanno in misura rilevante in una parte del paese, vorrei dire che il ritrarsi, o il trattenere le istituzioni, dall’impegno per il cento cinquantenario – che è impegno a rafforzare le condizioni soggettive di un’efficace guida del paese – non giova a nessuno. Non giova a rendere più persuasive, potendo invece solo indebolirle, legittime istanze di riforma federalistica e di generale rinnovamento dello Stato democratico”.

Un richiamo forte alla Lega e anche al presidente del Consiglio, che brillava per la sua assenza, come rileva opportunamente La Stampa . E Umberto Bossi ha risposto secco: «Festeggiare i 150 anni del­l’Unità d’Italia? Sì, dopo che sarà approvato il fe­deralismo ». Il senatùr ha dunque rilanciato l’ultimatum sull’unico punto politico per il quale sino ad oggi è stato disposto a ingoiare i rospi cucinati a Roma: federalismo entro gennaio, poi festeggiamo tutti, altrimenti si va a votare in primavera.

Io penso che tutte le forze che hanno a cuore i diritti dei cittadini, specie dei cittadini più deboli e indifesi, le persone con disabilità, gli anziani, i malati, dovrebbero oggi porre un altro ultimatum, altrettanto forte e chiaro: “Prima del federalismo si discutono e si votano i Livelli essenziali di assistenza”. Ovvero si applica la Costituzione per intero: comma “m” dell’articolo 117, inserito, guarda caso, proprio nel Titolo V, quello invocato per l’attuazione del federalismo. Leggiamo: “La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali. Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie: (…) m) determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale;”.

E invece sento un silenzio assordante. Non è la stessa cosa, oggi, ma neppure ieri, essere persona con disabilità a Milano o a Palermo, a Torino o a Napoli, a Trento o a Cagliari. I diritti sono i medesimi, ma la differenza è troppo forte, scandalosa. Il federalismo deve avere il correttivo di uno sguardo d’insieme sui diritti essenziali. Servizi domiciliari, ausili, prestazioni di riabilitazione, trasporti, inclusione scolastica, lavoro, sono solo alcuni dei temi attorno ai quali le differenze di trattamento, a parità di condizione di cittadinanza, sono talmente evidenti da non dover neppure essere ricordate. E invece l’unico riferimento politico sembra essere quello dell’efficienza e della capacità di spendere meno e meglio i soldi pubblici. Certo, è evidente che una spesa di welfare o di sanità fuori controllo per clientelismo, burocrazia, incapacità gestionale, danneggia prima di tutto i cittadini del proprio territorio. Ma la colpa non è dei cittadini. Un ragazzo disabile del Sud paga due volte questa situazione. Prima di tutto in servizi e in qualità della vita, e adesso, in prospettiva, anche in risorse economiche e finanziarie che saranno ancora più scarse, senza un corrispettivo accettabile di efficienza.

Nessuno sembra intenzionato a porre con forza la “questione nazionale dei diritti”. E in questo vuoto si sentono solo le voci di Napolitano e di Bossi. I Lea, livelli essenziali di assistenza, sono in qualche cassetto del Governo. Tanto chi è che alza la voce e batte i pugni sul tavolo? Nessuno

http://blog.vita.it/francamente/2011/01/08/i-diritti-prima-del-federalismo/

da AVAAZ

Manifestanti egiziani coraggiosi decideranno nelle prossime ore se in Egitto e nella regione circostante a prevalere sarà la tirannia o la democrazia. Hanno fatto appello alla solidarietà internazionale: mandiamo loro una risposta enorme e chiediamo ai nostri governi di fare lo stesso schierandosi dalla loro parte:

Sign the petition!

Milioni di egiziani coraggiosi si trovano di fronte a una scelta che segnerà il loro destino. In migliaia sono stati arrestati, feriti o uccisi nei giorni scorsi. Ma se continueranno le loro proteste pacifiche, potrebbero porre fine a decenni di tirannia.

I manifestanti hanno chiesto la solidarietà internazionale, ma la dittatura è consapevole della potenza dell’unione in momenti come questi, e infatti hanno cercato disperatamente di tagliare le comunicazioni degli egiziani con il resto del mondo e fra di loro spegnendo internet e i cellulari.

Le comunicazioni via satellite e via radio possono però ancora sfondare il blackout imposto dal regime: inondiamo quelle frequenze con un grido enorme di solidarietà per dimostrare agli egiziani che noi siamo dalla loro parte, e che chiederemo ai nostri governi di fare altrettanto. E’ un momento decisivo, e ogni ora è cruciale: clicca sotto per firmare il messaggio di solidarietà, e inoltra questa e-mail a tutti:

https://secure.avaaz.org/it/democracy_for_egypt/?vl

Il potere dei cittadini si sta diffondendo in tutto il Medio Oriente. Nel giro di pochi giorni i manifestanti pacifici in Tunisia hanno abbattuto una dittatura che durava da 30 anni. Ora le proteste si sono propagate in Egitto, Yemen, Giordania e oltre. Questo potrebbe essere l’abbattimento del muro di Berlino del mondo arabo. Se la tirannia cadrà in Egitto, un’ondata di democrazia potrebbe inondare l’intera regione.

Il dittatore egiziano Hosni Mubarak ha provato ad annientare le manifestazioni. Ma con un coraggio e una determinazione incredibili, i manifestanti non si sono fermati.

Ci sono momenti in cui la storia è scritta non dai potenti, ma dalla gente. E questo è uno di quelli. Le azioni di egiziani comuni nelle ore a venire avranno conseguenze enormi in tutto il paese, nella regione e nel mondo. Salutiamoli con la promessa di stare dalla loro parte in questa battaglia:

https://secure.avaaz.org/it/democracy_for_egypt/?vl

La famiglia di Mubarak ha lasciato il paese, ma la scorsa notte ha ordinato ai militari di occupare le strade. Ha minacciosamente promesso tolleranza zero per quello che lui chiama “caos”. In ogni caso, la storia sarà scritta nei prossimi giorni. Approfittiamo di questo momento per dimostrare a tutti i dittatori del mondo che non potranno durare a lungo contro il coraggio dei popoli uniti.

Con speranza e ammirazione per gli egiziani,
Ricken, Rewan, Ben, Graziela, Alice, Kien e il resto del team di Avaaz

agenda digitale

AGENDADIGITALE.ORG
DIAMO ALL’ITALIA UNA STRATEGIA DIGITALE
L’Italia riparta da Internet e dalla tecnologia

Per i giovani che si costruiscono una prospettiva, per le piccole imprese che devono competere nel mondo, per i cittadini che cercano una migliore qualità della vita, l’opportunità offerta dalla tecnologia è irrinunciabile.

Il XIX secolo è stato caratterizzato dalle macchine a vapore, il XX secolo dall’elettricità. Il XXI secolo è il secolo digitale.

La politica ha posto la strategia digitale al centro del dibattito in tutte le principali economie del mondo. Ma non in Italia.

Eppure in Italia metà della popolazione usa Internet. La tecnologia è parte integrante della vita quotidiana di milioni di cittadini. Studenti, lavoratori, professionisti e imprenditori si confrontano costantemente con i rischi e le opportunità determinate dall’innovazione tecnologica.

Siamo convinti che affrontare con incisività questo ritardo, eliminare i digital divide, sviluppare la cultura digitale con l’obiettivo di conquistare la leadership nello sviluppo ed applicazione delle potenzialità di Internet e delle tecnologie, costituisca la principale opportunità di sviluppo, con benefici economici e sociali per l’intero Paese.

Ci rivolgiamo a tutte le forze politiche, nessuna esclusa, sollecitando il loro impegno a porre concretamente questo tema al centro del dibattito politico nazionale.

Chiediamo, entro 100 giorni, la redazione di proposte organiche per
un’Agenda Digitale per l’Italia coinvolgendo le rappresentanze economiche e sociali, i consumatori, le università e coloro che, in questo Paese, operano in prima linea su questo tema.

Richiamiamo l’attenzione di tutte le forze politiche, gli imprenditori, i lavoratori, i ricercatori, i cittadini, perchè non vedano in queste parole la missione di una sola parte, ma di tutto il Paese.

Manifesta la tua adesione: www.agendadigitale.org

da altro blog

L’Italia non è una Repubblica fondata sulla prostituzione. Sabato 12 febbraio scendiamo in piazza in tutta Italia per chiedere le dimissioni di Berlusconi. L’idea è quella di scendere in piazza in ogni parte d’Italia in modo pacifico ma rumoroso con pentole, mestoli, padelle e coperchi. Adesso basta! Berlusconi dimettiti! Presto le prime piazze!

Per organizzare nella tua città scrivi a: info.gruppiviola@gmail.com

FACCIAMO PARTIRE IL TAM TAM!!! DIFFONDI QUESTA NOTA!!!

Primo elenco di città in cui si organizzeranno le manifestazioni del 12 febbraio

New York, Londra, Barcelona, Zaragoza, Ancona, Anzio e Nettuno, Bari, Cuneo, Firenze, Foggia, Lucca, Milano, Napoli, Padova, Pescara, Pistoia, Riccione, Roma, Sassari, Taranto, Torino, Trieste, Udine, Venezia, Catania e Palermo. Presto i dettagli. Per info o organizzare scrivi a: info.gruppiviola@gmail.com

 

Questo blog sta dalla parte degli italiani onesti che si difendono dal governo Berlusconi, un governo che mira all’interesse di pochi sacrificando il presente ed il futuro dell’intera nazione.

http://blog.libero.it/amoreeliberta/9826382.html?ssonc=2127436592

31 gennaio 2011

Stamattina ho studiato un po’  (i leader  con basso ASO vanno bene sia se la richiesta, di interesse. È bassissima o è altissima non vanno bene per le situazioni intermedie io scriverei che vanno sempre bene quelli che hanno un buon rapporto coi collaboratori) dopo con Roberta sono andato a fare ginnastica.

Dopo sono andato al centro Cesure, al bar ho letto il giornale: D’Alema ha proposto un’intesa tra tutte le opposizioni, per scalzare Berlusconi.

Però questo mi preoccupa: se c’è bisogno di un’intesa si vede che molti italiani lo votano … saranno coglioni?

30 gennaio 2011

Oggi è domenica, stamattina sono andato a messa, nel pomeriggio mi è venuto a prendere Tonino e sono andato all’ex siri che c’era la rassegna sulla montagna dedicata a Stefano Zavka vette in vista, veramente non era molto sulla montagna visto che hanno presentato un  libro che, a parte una parete di roccia, era più di psicologia poi c’è stata una presentazione della Terni sotterranea (i rifugi antiaerei)

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