30 settembre 2009

Stamattina è venuta Valeria (verrà anche sabato) ho fatto telefonare alla COMTEL perché ieri sera mi è caduto il computer mi hanno detto di aspettare, è venuto verso le 11,00 ha fatto prestissimo infatti non ha voluto nienteJ.

Dopo sono andato al centro Cesure al bar ho letto il giornale: Tremonti ha detto che lo scudo fiscale, in Inghilterra, è più generoso del nostro non mi risulta (se è vero che in Inghilterra è circa il 40% dei capitali, in Italia è solo il 5%! J

Brunetta taccia

il ministro Brunetta ha attaccato i magistrati, gli ha risposto Dipietro:
Affondo anche dell’ex magistrato e leader dell’Idv Antonio Di Pietro. «Quel fannullone di Brunetta dovrebbe perdere meno tempo a chiacchierare e dedicare più tempo a verificare la situazione reale in cui sono costretti a lavorare i magistrati». Antonio Di Pietro non usa mezzi termini nel commentare le parole del ministro. «La maggior parte magistrati non hanno uffici, scrivanie, pc, carta, penne». Poi, «se fosse meno fannullone, dovrebbe recarsi anche nelle case dei magistrati per verificare in che condizioni sono ridotte le loro scrivanie, piene di fascicoli e di documenti che devono portarsi a casa per scrivere sentenze ed esaminare i provvedimenti». Il ministro, inoltre, dovrebbe verificare le «condizioni disumane e di carenza di personale» degli uffici giudiziari e amministrativi.(tratto dal messaggero.it)

lettera al Presidente Napolitano

. LETTERA APERTA DALL’AQUILA AL PRESIDENTE NAPOLITANO
Caro Presidente,
le cronache sulla sua visita di ieri nella nostra città, a cinque mesi dal terremoto del 6 aprile, parlano del calore con cui gli aquilani l’hanno accolta e riferiscono del conforto da lei espresso nel vedere, dopo tutto quello che è successo, “fiducia e gente sorridente” che “crede molto nelle istituzioni”. Altro, a parte le note di colore, non è stato riportato. Sappiamo che ha parlato con i responsabili della Protezione Civile, con i rappresentanti locali. Ha avuto modo di chiedere, di vedere e di informarsi. Ma non ha aggiunto altro.
E’ vero caro Presidente. Noi, anche quelli che non erano lì a stringerle la mano o ad ascoltare l’inno di Mameli, crediamo molto nelle istituzioni. Anzi moltissimo. Perché per noi le istituzioni rappresentano la possibilità di affrontare insieme i problemi di una comunità per risolverli insieme. Quindi dato che di problemi, dal 6 aprile, ne abbiamo un po’ più del normale, nelle istituzioni crediamo molto, anche perché ne abbiamo molto bisogno. Questo lei lo sa, lo ha visto. Ha visto la distruzione immensa. Sa, come tutti noi, che da un evento del genere non ci si riprende se non attraverso sforzi collettivi eccezionali e soprattutto attraverso le scelte giuste. Altrimenti, semplicemente, le città e i paesi muoiono.
Ha visto, caro Presidente, il sorriso riaffiorare su qualche volto degli abitanti di Onna. Perché dopo i troppi lutti e la sofferenza di cinque mesi di tenda, potranno avere un tetto nel piccolo villaggio di case di legno che sorge accanto al paese distrutto. Ha potuto capire, caro Presidente, che la speranza è nel poter riallacciare i fili spezzati con le persone e i luoghi. E’ poter restare insieme e restare lì. Vicino alla tua casa rotta, o mezza rotta, smozzicata, scoperchiata, ma che è la tua casa. La speranza è di ricostruire la casa, la scuola, le strade e le piazze e di ritrovarsi insieme.
Ma sulla strada che dall’Aquila conduce ad Onna, caro Presidente, avrà visto anche ilcantiere di Bazzano, dove si costruisce il più grande dei 19 nuovi insediamenti destinati ad ospitare chi ha perso la casa. E’ il Piano C.A.S.E. voluto dalla istituzione Protezione Civile, previsto da un decreto legge dell’istituzione Governo, convertito in legge dall’istituzione Parlamento, approvato con il sostegno convinto dell’istituzione Regione Abruzzo e con l’avvallo delle istituzioni Provincia e Comune dell’Aquila. E questa è tutta un’altra storia. Ed è, purtroppo, quella vera che nulla ha a che vedere con la vicenda di Onna, è il suo contrario

>>>Bisogna costruire le nuove C.A.S.E. 24 ore al giorno, spendendo tutti i soldi che ci sono davvero – oltre 700 mil. di euro – e usando pure quelli donati dagli italiani. Tirando su, in tutta fretta, insediamenti che saranno definitivi, dove capita, senza logica urbanistica, senza minimamente rispettare criteri di prossimità ai nuclei precedenti. Intanto, tutto il resto, con l’inverno alle porte, è fermo. Il riparabile non viene riparato, il centro storico resta immerso in un silenzio spettrale. Perché?
Che farebbe lei caro Presidente, se a cinque mesi dal terremoto non sapesse dove trovare una sistemazione per la sua famiglia, una scuola per i suoi figli, un lavoro che ha perso? Se non avesse la minima idea di come e quando potrà riparare la sua casa, ammesso che ne abbia ancora una? Molti, troppi, non hanno potuto fare altro che andare via. Accettare che, almeno per un po’, a L’Aquila non è possibile tornare. Ma se non ora, dopo cinque mesi, quando? Lo spopolamento in atto, diventerà progressivo e definitivo se qualcosa di importante non cambierà e subito.
Tutto questo l’abbiamo denunciato, chiesto, urlato, ogni volta che abbiamo potuto e come abbiamo potuto. Di tutto questo nessuno le ha detto nulla? Perché nemmeno una perplessità, un dubbio nelle sue parole di ieri sulle scelte fatte?
Caro Presidente, ha ragione, noi ci crediamo davvero nelle istituzioni. Eppure si sbaglia, caro Presidente, perché di fiducia non ce n’è più. La supponenza, l’arroganza, l’ignoranza, la complicità, gli interessi inconfessabili, l’incapacità e l’inettitudine logorano la fiducia nelle istituzioni. Come pure il silenzio.
Comitato Rete-Aq
Campagna 100%
Ricostruzione – Trasparenza – Partecipazione
A VOI I COMMENTI…
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29 settembre 2009

Stamattina è venuta Anna, dopo aver fatto la doccia sono andato subito al Continente, al bar ho letto il giornale (mentre leggevo è venuta Luisella che, è tornata dalle ferie): la storia dell’influenza suina, agita molti dubbi (e persone) prima (probabilmente per interesse) hanno fatto suonare il campanello d’allarme, ora i medici (che si vedono arrivare valanghe di gente impaurita) fanno di tutto per tranquillizzare.

È indubbio che il problema è stato enfatizzato (e la stampa ha dato man forte) qualcuno ha detto che è stato fatto per far dimenticare gli scandali sessuali del … premierJ.

Non capisco!

Sul giornale c’è scritto che gli  abruzzesi adorano Berlusconi ma, dalla lettera aperta che hanno scritto … non sembraJ.

28 settembre 2009

Stamattina è venuta Roberta, siccome non è capace a fare la barba, sono andato  subito da Piero ed ho letto i giornale: ci stava riportata della vittoria della Merkel, il giornale ha analizzato come si rapportano con lei vari personaggi politici, il soggetto interpellato era Buttiglione, alla domanda su Berlusconi ha risposto che ha una teatralità … insomma è un … pagliaccioJ!

sulla clandestinità

da messaggero it: Di Pietro: reato clandestinità? Norma inutile. «Il giudice ha l’obbligo, quando vede che una norma può avere dei connotati di incostituzionalità, di mandare le carte alla Consulta per valutarle». Lo ha detto, parlando a Macerata, il leader dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro, secondo il quale «la norma sul reato di clandestinità è inutile e fa solo perdere un mare di tempo ai tribunali».

la Carfagna contestata (dal suo partito)

La ministra Carfagna è stata contestata allla festa del PDL a Salerno:
c’è un video

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