29 febbraio 2016

oggi è venuto Paolo, dopo barba (che mi ha fatto Anis) e colazione, sono andato a fare ginnastica, poi sono andato davanti Palazzo Spada che, avevo appuntamento con Paola (l’avvocato) mi ha dato i soldi per la bolletta. Poi sono andato alla biblioteca dopo sono tornato di corsa a casa che pioveva

28febbraio 2016

Oggi mi è venuto a prendere il gentile don Fernando e mi ha portato a messa io avevo preparato quata frase:

Non dobbiamo perdere la speranza ma dare sempre una possibilità

tornato a casa ho visto questo video sulla bacheca face book di Alejandra:

27 febbraio 2016

Oggi è venuto Paolo, dopo barba e colazione sono andato al Continente al bar ho letto il giornale: al comune di Terni volano gli stracci; alcuni assistenti si sono schierati contro l’assessore Malafoglia, questi ha risposto (dando la col’pa agli assistenti) ma dalla parte degli assistenti si è schierato il consigliere Bencivenga

daAVAAZ

Saba ha osato sposare l’uomo che amava. Per questo suo padre le ha sparato in testa, ma non andrà in prigione grazie alla legge pakistana del “delitto d’onore”. Ma Saba è sopravvissuta e ora la sua storia è un documentario candidato agli Oscar. Con la premiazione tra 3 giorni, possiamo spingere il Primo Ministro pakistano che è già in difficoltà a cambiare quella legge. Firma ora e condividi con tutti:

firma ora
Care amiche e cari amici in tutto il mondo,

Saba è una donna pakistana che ha osato sposare l’uomo che amava. Per questo, suo padre le ha sparato in testa e l’ha gettata in un fiume. E poi ha continuato la sua vita come se niente fosse, protetto dalla legge che permette i cosiddetti “delitti d’onore”. Ma Saba è sopravvissuta ed è diventata un simbolo di speranza. E tra 3 giorni avremo l’occasione per aiutarla.

Perché la sua storia è diventata un documentario che sta commuovendo il mondo e domenica correrà agli Oscar. In difficoltà, il Primo Ministro pakistano ha promesso che fermerà questi crimini e pare che abbia incaricato sua figlia, un’attivista per i diritti umani, di lavorare a una modifica della legge proprio in questi giorni. Ma secondo gli esperti del paese, senza una mobilitazione internazionale proprio in occasione degli Oscar non si riuscirà a superare l’opposizione in Parlamento.

Raccogliamo al più presto un milione di firme a sostegno di questa riforma di legge, prima della notte degli Oscar di domenica, per fare in modo che la storia di Saba abbia l’attenzione di tutto il mondo, e poi le consegneremo direttamente al Primo Ministro. Firma ora e condividi con tutti, non perdiamo questa occasione unica:

https://secure.avaaz.org/it/pakistan_end_honour_killing_loc/?baTTibb&v=73269&cl=9531942363

Nel mondo i delitti “d’onore” uccidono ancora una donna ogni 90 minuti. In Pakistan la legge del 2004 che doveva abolirli non funziona perché c’è una assurda scappatoia: se una donna ha causato “vergogna” alla sua famiglia rifiutando un matrimonio combinato, riservando attenzioni alla persona sbagliata o anche venendo stuprata, può essere uccisa legalmente se la sua famiglia “perdona” l’assassino. Questi crimini non c’entrano niente con l’onore, nè con nobili tradizioni, sono solo la conseguenza di una società che considera le donne come degli oggetti.

Già in passato è stata presentata una proposta di legge per eliminare la scappatoia legale del perdono ma nessuno nel partito di governo l’ha sostenuta con forza. Ora il Primo Ministro, che non si era mai speso su questo tema, ha pubblicamente promesso riforme legali per fermare questi crimini. Ma Saba e tutte le donne pakistane avranno bisogno di tutto il sostegno internazionale possibile per contrastare le enormi resistenze interne e conservatrici e cambiare il sistema.

Abbiamo 3 giorni per far sentire al parlamento Pakistano tutto il peso dell’attenzione mediatica internazionale. Facciamo sì che i protagonisti alla notte degli Oscar siano Saba e la richiesta di togliere l’impunità per i delitti d’onore. Consegneremo le nostre firme direttamente al Primo Ministro e a sua figlia, firma ora e condividi ovunque:

https://secure.avaaz.org/it/pakistan_end_honour_killing_loc/?baTTibb&v=73269&cl=9531942363

Davvero ce la possiamo fare. Quando la 15enne Malala fu assalita dai Talebani per il suo sogno di un’istruzione per tutti, il mondo si indignò. E dopo che la nostra comunità raccolse un milione di firme e le consegnò direttamente al Presidente pakistano, egli lanciò un piano di sostegno all’istruzione per 3 milioni di bambini. Questo è quello che succede quando agiamo uniti! Diamo ora la nostra forza alle coraggiose donne pakistane e aiutiamole a scrivere nuove leggi che le tutelino, società che rispettino la loro dignità e comunità che sostengano la loro libertà di decidere per sé stesse.

Con speranza e determinazione,

Nell, Alaphia, Ari, Dalia, Ricken, Luis, Ben e tutto il team di Avaaz

MAGGIORI INFORMAZIONI

26 febbraio 2016

oggi è venuta Isabella, dopo doccia e colazione sono andato da tutto carta a comprare dei guanti. Poi sono andato al Continente dopo essere aandato dall’ottico e comprare un dentifricio, sono andato al bar e ho letto il giornale: sono passate le convivenze ma, penso che il ricatto degli organizzatori del family day “al referendum ce ne ricorderemo” sia di cattivo gusto

25 febbraio 2016

Oggi è venuta Isabella, dopo colazione sono andato al Continente, al bar ho letto il giornale: le unioni civili sono passate, senza le adozioni e il vincolo di fedeltà (sono liberi di mettere le corna), il fatto che sia senza adozioni ha messo d’accordo gli alleati centristi!

Comunicato Stampa del Senatore Luigi Manconi, Presidente della Commissione per i Diritti Umani

24 feb 2016 — Roma, 23 febbraio. – Il presidente della Commissione per la tutela dei diritti umani del Senato Luigi Manconi ha lanciato un accorato appello per la clemenza a Ali Mohammed al-Nimr, attivista sciita condannato a morte in Arabia Saudita con accuse che vanno dalla ?partecipazione a manifestazioni antigovernative? alla rapina a mano armata. Per il caso di Al Nimr, che ora rischia la crocifissione, si sono mobilitate le principali organizzazioni per i diritti umani; change.org e Amnesty International hanno raccolto per lui decine di migliaia di firme.
“Ho chiesto venti giorni fa all’Ambasciatore dell’Arabia Saudita in Italia di ricevermi insieme a change.org e Amnesty International – ha detto Manconi – per portare le firme raccolte dalle due organizzazioni in favore del giovane attivista, ma i suoi impegni sono evidentemente troppo gravosi per permettergli di ascoltare le ragioni di chi vuole salvare una vita umana”.
“La speranza – ha rilevato Manconi – ? che ciononostante la mobilitazione internazionale induca le Autorit? dell’Arabia Saudita ad approfondire ulteriormente questo caso e che attraverso il riesame si possa giungere a un provvedimento di clemenza in tempi brevi”.


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