ladri politici:-)

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31 marzo (Pasqua) 2013

da facebok (ma verrà da un’altra parte) riportata da Andrea Scatolini:

La Sindone è un lenzuolo di 4 metri e 36 per 1 metro e 11 che reca impressa un’impronta umana dalla tradizione attribuita a Gesù Cristo. Secondo alcuni il telo avrebbe avvolto il corpo di Gesù dopo la sua morte.
Custodito nel Duomo di Torino dal 1578, si tratta forse dell’oggetto più studiato al mondo da ogni branca possibile del sapere: dalla storia alla chimica, dalla numismatica alla palinologia, dall’archeologia all’informatica.
La datazione al radiocarbonio eseguita sul tessuto in tre laboratori di fama internazionale nel 1988 ha determinato che il lenzuolo risale al XIV secolo e, di conseguenza, non può che essere un artefatto.
La Sindone di Torino compare in Europa per la prima volta nel medioevo, in sintonia con i risultati della radiodatazione, e uno dei primi documenti che ne parla risale al 1389: si tratta di un memoriale del vescovo Pierre d’Arcis al papa Clemente VII in cui si racconta dell’indagine compiuta dal suo predecessore Henri de Poitier. Il vescovo aveva denunciato la pretesa del decano di allora di presentare il telo come il vero Sudario di Cristo per fini di lucro e aveva spiegato come, in seguito a un’indagine, fosse anche stato scoperto il falsario che ammise che il telo “era fatto per opera umana, non miracolosamente prodotto o concesso”. Pierre d’Arcis dovette intervenire una seconda volta quando il nuovo decano espose nuovamente il telo “artificiosamente dipinto” (ma si tenga conto che all’epoca depingere definiva diverse tecniche di riproduzioni: pitture, miniature, mosaici e ricami) con l’immagine di un uomo. In seguito a ciò, papa Clemente VII emanò una bolla nel 1390 in cui ordinava che ogni volta che fosse stato esposto il telo si doveva dire “ad alta voce, per far cessare ogni frode, che la suddetta raffigurazione o rappresentazione non è il vero Sudario del Nostro Signore Gesù Cristo, ma una pittura o tavola fatta a raffigurazione o imitazione del Sudario”. La storia recente ha confermato le condanne dello scettico vescovo e di papa Clemente: i test forensi condotti dalla commissione del cardinal Pellegrino nel 1973 sul presunto sangue hanno dato esiti negativi, mentre il microanalista Walter C. McCrone ha potuto determinare la presenza indubbia sul telo di tracce di ocra, cinabro e di alizarina: in pratica tempera rossa. Quest’ultimo fatto, unito alla natura dell’immagine, una lieve bruciatura delle fibre superficiali del lino, suggerisce un possibile meccanismo per “creare” una sindone con quelle stesse caratteristiche.
E’ Joe Nickell a proporre una possibile spiegazione delle immagini: esse sarebbero il risultato dello sfregamento di una vernice a secco su un telo adagiato su un bassorilievo le cui fattezze riprodurrebbero il corpo di un cadavere. Le macchie di sangue sarebbero state aggiunte in seguito, forse utilizzando vero sangue, forse tempera. Con il tempo la vernice si sarebbe staccata dal lenzuolo, non prima di aver procurato le lievi impronte nella cellulosa del telo.
Tutte queste scoperte si convalidano a vicenda e confermano la falsità della reliquia.
La presenza di tempera suggerisce che l’immagine è il lavoro di un’artista, fatto che a sua volta è confermato dalle dichiarazioni di Pierre d’Arcis e dalla mancanza di precedenti storici, e la radiodatazione è coerente con la prima apparizione storica del telo.
Lo stesso cardinale Ballestrero, che nel 1988 seguì le prove di radiodatazione, dimostrò di accettare e adeguarsi ai risultati del test: “Penso non sia il caso di mettere in dubbio i risultati. E nemmeno il caso di rivedere le bucce agli scienziati se il loro responso non quadra con le ragioni del cuore”. Accanto al lavoro condotto da scienziati imparziali, tuttavia, esiste l’intensa attività di un gruppo di “sindonologi” decisi, contro ogni evidenza, a dimostrare l’autenticità del telo. Le “scoperte” di costoro, tuttavia, dimostrano più un incrollabile bisogno di credere alle “ragioni del cuore” che alle evidenze sperimentali. Tipico il caso delle impronte di “monetine” di epoca romana che alcuni, come i sindonologi Baima Bollone e Nello Balossino, sostengono di vedere sul lenzuolo e che, a detta di costoro, confermerebbero che il telo risalirebbe veramente al I secolo. Inutile dire che per i sindonologi le conclusioni ottenute con l’analisi al Carbonio-14 sarebbero sbagliate. Al di là del fatto che un falsario del 1300 avrebbe potuto benissimo lasciare delle impronte di monete romane sul telo per renderlo più credibile, la cosa più importante da rilevare è che tali impronte sono frutto dell’interpretazione di chi le vuole vedere, un po’ come nel famoso test di Rorschach. Luigi Gonella, fisico del Politecnico di Torino e consulente scientifico del cardinale Ballestrero, troncò ogni polemica: “Quella della Sindone è un’immagine il cui dettaglio più piccolo, macchie di sangue escluse, è di mezzo centimetro. Come le labbra. Appare quindi molto, molto incongruente che esistano dei dettagli dell’ordine di decimi di millimetro come le lettere sulle monete. Ma si sa: a forza di ingrandire, si finisce a vedere anche quello che non c’è. Sono soltanto loro, i cosiddetti sindonologi a scagliarsi contro il Carbonio-14. Nel campo scientifico, fisico, chimico, non c’è nessuno che abbia il minimo dubbio. Nemmeno io. Il sudario risale al medioevo”.

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30 marzo 2013

Oggi è venuto Paolo (non ho fatto telefonare a Tonino, penso che oggi, è la vigilia, avrà da fare) sono andato al Continente e al bar ho letto il giornale: il presidente della repubblica ha dato il via ad un nuovo giro di consultazioni, il PDL mira a rientrare nei giochi.

Secondo il giornale il 5 stelle perde consensi ma lo prenderei con le molle quello che dice il giornale!

da AVAAZ

E’ terribile! Nelle Maldive un tribunale ha appena condannato a 100 frustate una quindicenne vittima di stupro. Possiamo salvarla e fermare queste folli fustigazioni pubbliche se minacciamo i politici locali di far perdere loro i ricchi introiti del turismo. Facciamo montare un appello sostenuto da un milione di persone e lo pubblicheremo subito su riviste turistiche e siti internet:

E’ quasi impossibile da credere, ma una quindicenne vittima di stupro �� stata condannata a ricevere 100 frustate in pubblico! Dobbiamo mettere fine a questa follia colpendo il governo delle Maldive nel suo punto debole: l’industria del turismo.

Il patrigno della ragazza �� accusato di averla stuprata per anni, uccidendo anche il figlio che aveva dato alla luce. Ora il tribunale dice che dovr�� essere frustata per ���sesso fuori dal matrimonio��� con un altro uomo, di cui non si �� saputo neppure il nome! Waheed, il presidente delle Maldive, sta gi�� cominciando ad accusare la pressione globale; ora possiamo spingerlo a graziare la ragazza e a cambiare la legge, per impedire che altre vittime vadano incontro allo stesso crudele destino. �� questo l’unico modo modo in cui possiamo mettere fine a questa guerra alle donne: facendoci sentire ogni volta che accadono fatti del genere.

Il turismo rappresenta i maggiori introiti per i benestanti delle Maldive, inclusi molti ministri del governo. Facciamo crescere una petizione da un milione di firme rivolta al presidente Waheed questa stessa settimana e creando una seria minaccia alla reputazione delle isole con pubblicit�� shock su riviste di viaggio e online, finch�� non agir�� per salvare la ragazza e abolir�� questa legge vergognosa. Firma e inoltra quest’email ora, per raggiungere un milione di firme:

http://www.avaaz.org/it/maldives_global/?baTTibb&v=23532

Le Maldive sono un paradiso per i turisti ma non �� sempre cos�� per le donne che ci vivono. Ci sono paesi con una interpretazione anche pi�� rigida della legge islamica della sharia ma nelle Maldive donne e bambine vengono abitualmente punite con frustate se ritenute colpevoli di sesso extraconiugale. I rapporti sessuali prima del matrimonio sono illegali, ma nonostante coinvolgano sempre un uomo e una donna, il 90% delle persone punite sono donne! E mentre �� sconvolgente che una donna su tre, tra i 15 e i 49 anni, abbia subito violenza fisica o sessuale negli ultimi tre anni non �� stato condannato alcuno stupratore.

Vincere questa battaglia pu�� aiutare donne in tutto il mondo: proprio ora infatti il governo delle Maldive si �� candidato per un incarico di primo piano sui diritti umani all’ONU, con un programma di tutela dei diritti delle donne! Il presidente Waheed ha chiesto al procuratore generale di fare ricorso sulla sentenza della quindicenne. Ma non �� abbastanza. Gli estremisti all’interno del paese lo possono forzare ad accantonare ulteriori riforme se l’attenzione internazionale caler��. Diciamo alle Maldive che perderanno la loro reputazione di romantica attrazione turistica se non agiranno subito per difendere i diritti umani e quelli delle donne.

Se saremo in molti a far sentire la nostra voce, potremo spingere il presidente Waheed e i membri del parlamento a contrastare gli estremisti. Il presidente sta gi�� spingendo affinch�� sia presa un’iniziativa su questa tragica e vergognosa faccenda: approfittiamo di questo momento per prevenire altre terribili ingiustizie contro donne e bambine. Firmate la petizione e fate girare quest’email quanto pi�� possibile:

http://www.avaaz.org/it/maldives_global/?baTTibb&v=23532

Quando alcuni casi estremi accendono le coscienza pubblica globale �� fondamentale farci sentire, che siano gli USA, l’India o le Maldive. I membri di Avaaz hanno combattuto molte battaglie contro questa guerra globale alle donne. Abbiamo aiutato a proteggere una giovane donna che ha coraggiosamente denunciato il suo stupro in Afghanistan; abbiamo lottato al fianco delle donne in Honduras contro una legge che le avrebbe condannate al carcere se avessero assunto la pillola del giorno dopo. Questo �� il momento di stare al fianco delle donne delle Maldive.

Con speranza e determinazione,

Jeremy, Mary, Alex, Nick, Ricken, Laura, Michelle e tutto il team di Avaaz

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Dopo l’attacco al sito del Coisp, ANONYMOUS abbraccia virtualmente Patrizia Moretti, la mamma di Federico Aldovrandi.

Anonymous “vendica” la madre di Aldrovandi >> http://fanpa.ge/IL_SOSTEGNO_DI_ANONYMOUS — con Alfredo Lazarini

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