da AVAAZ

Stiamo distruggendo una delle meraviglie del mondo, Venezia,  per il profitto di pochi che vogliono portarci navi grandi il doppio del Titanic, a costo di devastarne l’ecosistema, le fondamenta, e metterne a rischio i simboli, come Piazza San Marco, alla prima manovra sbagliata.

Il Governo è sotto pressione da parte della lobby delle crociere affinché dia il via libera alla costruzione del nuovo canale tra pochi giorni. Ma dopo le dimissioni del Ministro delle Infrastrutture Lupi, deve dimostrare che  è finita l’era delle grandi opere e delle grandi tangenti, fatte contro cittadini e ambiente.

Domenica ci sarà il momento della verità: Renzi sarà a Venezia. Dobbiamo agire subito.

Firma e condividi con tutti: raggiunte le 100mila adesioni, le consegneremo ai candidati a Sindaco e Presidente della Regione che saliranno con lui sul palco, affinché lo costringano a ritirare l’appoggio del Governo al progetto:

https://secure.avaaz.org/it/italy_save_venice_1_1/?baTTibb&v=57593

Pochi giorni fa  l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale ha dato parere negativo allo scavo del canale Contorta, che permetterebbe l’accesso a queste gigantesche navi da crociera. La comunità scientifica è unanime nel sostenere che la laguna, l’unica cosa che difende Venezia dalla furia del mare, semplicemente non esisterà più se il progetto verrà approvato.

Ma se formalmente la questione è in mano alla Commissione di Valutazione di Impatto Ambientale, tutti sanno che la decisione è politica, e spetta al Governo. L’Autorità portuale addirittura aveva già annunciato, nonostante i noti problemi per l’ambiente, di essere sicura dell’approvazione finale grazie all’appoggio dell’ex ministro Lupi. Ma con le sue dimissioni torna tutto in gioco. E domenica li possiamo fermare.

C’è chi sostiene che il progetto dello scavo del canale della Contorta sia fondamentale per il turismo a Venezia. Ma quello che non dicono è che esistono 2 progetti alternativi, che consentirebbero di coniugare ambiente, lavoro e sviluppo, facendo fermare le enormi navi da crociera fuori dalla laguna e poi trasportando i turisti su imbarcazioni più piccole.

La questione ormai va avanti da anni, e la campagna elettorale in corso è finalmente il momento che aspettavamo: semplicemente ci dovranno ascoltare se non vorranno perdere i loro elettori.  Firma subito e condividi con tutti:

https://secure.avaaz.org/it/italy_save_venice_1_1/?baTTibb&v=57593

Stiamo distruggendo le meraviglie del nostro paese (non solo Venezia, pensate ai numerosi crolli a Pompei di questi anni) per l’incuria dei politici, gli interessi degli speculatori, ma anche per il nostro silenzio. Ora abbiamo l’occasione per riscattarci e difendere la nostra storia, il nostro territorio, il nostro ambiente.

Forza!

Luca, Luis, Francesco e tutto il team di Avaaz

da libero

http://www.vita.it/it/article/2015/04/28/nepal-le-cose-da-non-fare-per-chi-vuole-dare-un-aiuto-efficace/133942/

Una lista fuor di retorica di tutte le cose da non fare, ma soprattutto da fare per aiutare la popolazione in Nepal, da Claire Bennett, cooperante di base a Kathmandu

Se vedendo le drammatiche, devastanti, immagini provenienti dal Nepal vi sentite in dovere (meno male, aggiungiamo noi) di fare qualcosa, prendetevi cinque minuti e fermatevi a pensare che cosa davvero potete fare voi per dare un aiuto concreto.

Un appello contro le spinte umanitarie impulsive arriva dalle pagine del Guardian, dove Claire Bennett, cooperante britannica, da anni di base a Kathmandu, ricorda cosa fare ma, soprattutto cosa non fare in casi estremi come questo, portando ad esempio gli errori commessi nella gestione dell’emergenza ad Haiti, dopo il terremoto del 2010, un Paese, ricorda, sebben molto diverso ma con una situazione economica simile a quella del Nepal che, ancora oggi, cinque anni dopo sta lottando per superare il disastro.

“Qualcosa di cui si è molto parlato nella comunità internazionale è stata la mancanza di una risposta coordinata all’emergenza di Haiti. Ondate di volontari si erano fiondate nel Paese, arrivando con le migliori intenzioni: studenti, congregazioni religiose, persone che erano state lì in vacanza, tutti desiderosi di lasciare un segno e fare del bene, ma molti senza le competenze e il coordinamento per avere davvero un impatto concreto. Al contrario, in diversi casi questi volontari hanno finito per rallentare gli aiuti.” Scrive Bennett, ricordando anche casi in cui alcuni medici, arrivati nel Paese per portare il proprio aiuto, senza essere però preparati all’emergenza, si sono però trovati senza cibo e hanno avuto bisogno di soccorsi a propria volta. Alcuni esperti del settore umanitario hanno addirittura definito l’arrivo non coordinato degli aiuti un “secondo disastro”.

“Il Nepal ha un solo aeroporto internazionale, che tra l’altro è stato danneggiato dal terremoto e che deve essere utilizzato per l’emergenza e per trasportare sul territorio medicinali, scorte alimentari e professionisti che possano offrire aiuto alle vittime…negli ultimi giorni mi è stato chiesto da parenti e amici, che cosa possono fare per aiutare, ecco qualche consiglio:

• Ricordatevi che non si tratta di voi. I vostri sentimenti di impotenza e colpa possono essere difficili da gestire ma forse non siete ciò di cui il Paese ha bisogno in questo momento. Non precipitatevi sul posto almeno per le prossime due settimane. L’eccezione ovviamente è se siete professionisti con competenze da offrire di cui in questo momento c’è molto bisogno, se lo siete mettetevi in contatto con un’agenzia internazionale che può affidarvi il ruolo più appropriato dove il vostro aiuto è più necessario.

 Non donate roba. Le cose di seconda mano sono difficili da distribuire sul luogo del disastro. E’ più facile e spesso, sul lungo periodo, più economico lasciare che siano le organizzazioni ad acquistare i beni di cui c’è bisogno, ridistribuendoli a seconda delle necessità. Se volete dare via oggetti di cui non avete più bisogno,  potete venderli e raccogliere fondi da destinare all’emergenza.

• Donate denaro. Più che un biglietto aereo o la vostra vecchia collezione di magliette, ciò di cui in Nepal ha bisogno di più in questo momento sono i soldi. Donate ciò che potete alle organizzazioni umanitarie rispettabili, facendo anche qualche ricerca su come verranno impiegate le donazioni. Se potete, fate un paragone tra le varie organizzazioni e assicuratevi di aderire al loro approccio.

• Nel breve periodo la cosiddetta “carità” è necessaria. In passato ho messo in dubbio la cosiddetta “carità” come strumento di sviluppo sul lungo periodo ma dopo una devastazione del genere bisogna assicurare alle vittime tutto il necessario per la loro sopravvivenza.

• Sul lungo periodo, bisogna ricostruire in modo sostenibile. Se nei prossimi mesi volete contribuire alla ricostruzione e allo sviluppo del Paese sul lungo periodo, considerate come fattore la sostenibilità. Ci saranno molti programmi a favore della ricostruzione delle case distrutte. Il Nepal è una zona sismica, bisogna ricordare che gli edifici che più facilmente sopporteranno un nuovo terremoto, non saranno quelli che costano meno o quelli messi insieme gratuitamente da volontari non specializzati.

• E se decidete di andare…documentatevi prima di salire sull’aereo. Non sono contro il volontariato, vi prego solo di aspettare un momento e pensare attentamente a dove utilizzare le vostre competenze. Il volontariato può avere un meraviglioso impatto sul mondo quando viene fatto in modo consapevole. Ma non è semplice e non è automaticamente benefico. Prima di partire studiate il Paese e la complessità della ripresa e dello sviluppo e continuate ad essere aperti per continuare ad imparere anche una volta arrivati nel Paese.”

29 aprile 2015

Oggi è venuto Paolo, ho fatto la barba e poi sono andato a fare ginnastica, poi sono andato al Centro Cesure ed ho letto il giornale: tira una brutta aria, nel PD, in 40 sono sul piede di partenza, Renzi rischia di diventare un generale senza esercito!
Dopo sono rivenuto a casa che dovevo sistemare la sedia.

28 aprile 2015

Oggi è venuta Isabella, ho fatto la doccia e dopo colazione sono andato al Continente, al bar ho letto il giornale: hanno le idee chiare nel PD! Nelle Marche il governatore (uscente e ricandidato) è uscito dal PD (del quale faceva parte) per essere candato da FI (forse si è regolato sul comportamento di Renzi, avrà detto “se lui fa il patto del Nazareno io …“).

27 aprile 2015

Oggi è venuto Paolo dopo aver fatto la barba sono andato a fare ginnastica, poi al Centro Cesure ho letto il giornale: le spese per gli immigrati, la parte burocratica è di circa 40.000.000 la parte operativa di milioni sono circa 60, insomma tra poco costano di più le scartoffie che salvare i disperati!

la foto che piace ad Andrea

https://fbcdn-sphotos-b-a.akamaihd.net/hphotos-ak-xap1/v/t1.0-9/11182243_10153307387583678_5375151305164534995_n.jpg?oh=a29f8474839a00d5080375e974cc6fee&oe=55CA6A2C&__gda__=1439422329_a210e1333fb17cfbc73de8a5c30a0217

Voci precedenti più vecchie