da AVAAZ

Care e cari avaaziani in tutta Europa,

Abdel Hamid stringe i corpi dei suoi due gemellini, soffocati a morte, a quanto viene riportato, dalle armi chimiche del regime siriano — proprio pochi giorni dopo l’annuncio dell’amministrazione Trump che non considererà più come criminale di guerra il presidente siriano Assad.

Il regime che ha ucciso, torturato, affamato, stuprato centinaia di migliaia dei suoi stessi cittadini, si sente ora libero di compiere un massacro dopo l’altro, restare impunito e alla fine restare al potere.

Ma c’è chi può impedire tutto ciò: l’Europa.

L’Unione Europea sta decidendo in questo momento come rispondere e sembra che alcuni paesi vorrebbero un “patto con il diavolo”. Ma uniti possiamo spingerli invece a processare i mostri che commettono questi crimini di guerra, e fermare nuove stragi.

Firma ora per spingere l’Europa ad agire

Il trauma sofferto dai bambini siriani è così grave da avere un nome tutto suo. Un medico l’ha definito “sindrome da devastazione umana”. Per 6 anni il mondo non è riuscito a proteggerli e ora c’è la possibilità reale che chi ha commesso questi crimini di guerra rimanga impunito, visto che la Russia di Putin sostiene apertamente il regime, e gli USA di Trump dicono che non faranno nulla.

Ma l’Europa può essere la coscienza del mondo. In Spagna e Germania sta già succedendo grazie a vittime e avvocati che, con coraggio, stanno aprendo processi ai più alti funzionari del regime grazie al diritto internazionale. L’Europa può far sì che i crimini di guerra in Siria non vengano dimenticati o ignorati.

Il nostro continente deve scegliere: dare ad Assad il via libera per continuare a uccidere i civili, o fargli sapere che dovrà risponderne alla giustizia internazionale. Facciamo capire ai nostri governi che ci sarà un costo politico enorme se non si schiereranno a difesa dei valori fondamentali dell’umanità.

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Questa comunità ha sostenuto instancabilmente il popolo siriano durante questi anni d’inferno — inviando aiuti umanitari, aiutando i rifugiati, esigendo protezione per i civili. La guerra siriana è il disastro umanitario della nostra epoca. Oggi, uniti più che mai dobbiamo insistere ancora sperando che questo ultimo attacco chimico segni l’inizio della fine di tutta questa sofferenza.

Con dolore e determinazione,

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