ancora scosse nella notte in Centro Italia. Il 26 ottobre il terremoto è stato percepito da Bologna a Taranto. Ora si chiede ora al governo la sistematica messa in sicurezza degli edifici. Perché i terremoti non si possono prevedere, ma costruire in modo sicuro è un dovere.

Al Presidente del Consiglio: Mettiamo l’Italia in sicurezza!

Progressi
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Il sisma del 24 agosto 2016 in Centro Italia ha ucciso quasi trecento persone, tra cui molti bambini.

Se è vero che non si può prevedere quando arriva un terremoto è altrettanto vero che i danni e le vittime si possono evitare, con la necessaria messa in sicurezza degli edifici, come già accade in altri Paesi a rischio sismico.

Per questo motivo, se vogliamo che la prevenzione sia fatta davvero e con i criteri giusti, sosteniamo la richiesta dei geologi, degli ingegneri e degli architetti, con una petizione al governo. Prima della Legge di Stabilità, chiediamo tre cose concrete:

  • un Piano Nazionale Straordinario di messa in sicurezza dell’Italia dal rischio idrogeologico, completando la cartografia – attualmente ferma – e verificando l’intera filiera delle costruzioni con controlli più efficaci dalla progettazione all’esecuzione;
  • il Fascicolo del Fabbricato obbligatorio, con una classificazione sismica degli edifici e l’integrazione degli studi sulla pericolosità del territorio nei Piani Urbanistici;
  • un piano di investimento in educazione e formazione sui rischi sismici e ambientali, a partire dai più piccoli nella scuola primaria.

Nonostante le tante vite spezzate dai terremoti più recenti, a San Giuliano di Puglia, a L’Aquila e in Emilia-Romagna, le istituzioni hanno fatto poco in questi anni per una seria opera di prevenzione, informazione e controllo.

Il fondo per la prevenzione del rischio sismico gestito dalla Protezione Civile è passato da 195 milioni di euro degli anni scorsi ai soli 44 milioni per il 2016 mentre i dipartimenti universitari di geologia rischiano di chiudere a causa della carenza di finanziamenti.

Un taglio di risorse inaccettabile per il nostro Paese, dove 24 milioni di persone e oltre 5 milioni di edifici sono esposti ad alto rischio sismico.

Vogliamo vivere sicuri nelle nostre case e nelle nostre città, non vogliamo piangere altre vittime sotto le macerie, mai più.

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